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mercoledì, Gennaio 26, 2022

A Baselica il presepe con cento anni di storia: «La tradizione continua e tiene unità la comunità»

Se qualcuno dovesse vederlo per la prima volta forse non crederebbe all’affermazione che il presepe di Baselica Duce ha una storia di cento anni: ci sono ingranaggi meccanici che muovono le statue, specchi per ricreare giochi di luce e di colore. Eppure questo piccolo grande capolavoro era stato allestito per la prima volta nel 1921. Certo, qualche modifica negli anni c’è stata ma chi nel tempo lo ha portato avanti, ha sempre cercato di mantenerne la sua originalità.

In questi giorni nello spazio ricavato in una stanza a lato della chiesa, dove la struttura del presepe rimane sempre montata, sono al lavoro i volontari della Proloco che per l’occasione si definiscono presepisti. Tra loro Enrico Rocca che ci spiega: «E’ una bella tradizione che ha sempre contraddistinto la nostra comunità, aiutando a tenerla legata negli anni. Lo consideriamo uno “specchio” con il quale rivedersi in qualche decade fa: è un presepe in stile palestinese, attualizzato con colori, meccanismi e mestieri più recenti. E’ un orgoglio portarlo avanti anche se non è mai troppo facile manutenere questo capolavoro».

La tradizione del presepe meccanico di Baselica Duce inizia nel 1921 ad opera di due giovani, Fiorenzo Ravelli e Dante Tosi, che costruirono e idearono uno dei primi presepi meccanici della provincia. Una geniale invenzione che, con complicati congegni di orologeria e particolari giochi e riflessi di luci e specchi, permise di metter in movimento una massa notevole di figurine, ognuna affaccendata nel suo lavoro; e che riuscì a dare l’impressione dell’alba e del tramonto, con bellissimi effetti. Negli anni seguenti vi furono diverse interruzioni e quella più lunga corrispose alla Seconda Guerra Mondiale. Venne riaperto nei primi anni Cinquanta e tra il 1964 e il 1965 alcuni ragazzi intervennero con lavoretti di manutenzione sui motori, implementando gli effetti di luce e i personaggi. Da segnalare successive interruzioni causate dal crollo del soffitto della stanza che lo ospita; e altre modifiche ai meccanismi elettronici, che hanno permesso di tenere vivo e in funzione lo storico presepe. Negli ultimi vent’anni è sempre stato riaperto al pubblico dal 25 dicembre fino al 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio. Sarà così anche in queste festività e la straordinaria opera è pronta a tagliare questo importante traguardo.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Eventi

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