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domenica, Maggio 29, 2022

Abbiamo adottato un gatto. Come partire con il piede giusto

di Andrea Vantadori consulente per la convivenza e la relazione con il gatto
vantadori.andrea@gmail.com In: vantadori_consulente_felino

Finalmente, dopo tanta ricerca e molte ore trascorse a diramare dubbi e perplessità, vincendo magari la diffidenza di qualche nostro famigliare, abbiamo trovato il gatto della nostra vita. Con tutta probabilità è il gatto ad aver scelto noi!

Se non abbiamo mai avuto gatti in giro per casa è necessario adottare qualche semplice, ma importante, accorgimento. Una buona convivenza inizia già dai preparativi. Non dobbiamo lasciare nulla al caso. Che Micio arrivi da un’associazione, dal gattile comunale oppure, se si tratta di un gatto di razza, da un allevamento, dobbiamo pianificare ogni singola fase dell’adozione.

Prima di tutto, prepariamo la casa in modo che Micio possa trovare tutte le risorse primarie di cui necessita. Cucce, lettini, grattatoi e palestre, ciotole e fontanelle, cassette igieniche, insomma tutto l’occorrente. Ricordate? Ne abbiamo già parlato nell’ultimo articolo. Fatto questo, individuiamo una stanza della nostra casa che possa essere accogliente ma non troppo grande e che possa ospitare il nuovo componente della nostra famiglia, almeno per i primi giorni, e nella quale possa trovare tutto ciò di cui ha bisogno.

Vi starete chiedendo, come mai devo segregare Micio in una stanza quando avrebbe a disposizione una bella e grande casa accogliente? Infondo Micio è da solo, non dovrebbe nemmeno contendersi spazi e risorse con altri gatti. La risposta è semplice. Dobbiamo andare per gradi. Cerchiamo di affrontare la questione pensando come un gatto e cercando di osservare il mondo come lo farebbe lui. Ipotizziamo che Micio sia un bellissimo trovatello. È stato recuperato da un’associazione che lo ha tratto in salvo magari da un contesto difficile che lo ha in un qualche modo provato. È stato accudito dai volontari che lo hanno tenuto al caldo e riparato in un meraviglioso stallo. Ha passato settimane a giocare e ad interagire con umani che per lui sono diventati punti di riferimento. Il suo mondo era quello stallo. Ad un certo punto viene infilato in un trasportino e portato nella nostra casa. Bella e accogliente ma si tratta, per Micio, di un territorio sconosciuto ed inesplorato. Ha perso tutti i suoi punti di riferimento. Specialmente quelli olfattivi. Come vi sentireste se, all’improvviso, veniste presi e portati in una città sconosciuta, a vivere in una nuova casa, mai vista prima, a contatto con nuove persone, che per di più non parlano la vostra lingua? Ecco immaginavo. Siamo presi dal panico o quantomeno da un minimo di sconforto e smarrimento. Per un gatto è tutto più complicato ed esasperato. Ci vuole tempo perché possa conoscere centimetro dopo centimetro il nuovo territorio. Passerà ore, e ve ne accorgerete, a fiutare ogni singolo spigolo, a strusciarsi con le guance contro ogni parte del vostro mobilio. Un territorio nuovo ed inesplorato, per un gatto, è una potenziale fonte di minacce. Ovviamente non è così, ma lui non lo può sapere. È nostro compito metterlo a suo agio e consentirgli di conoscere, un po’ alla volta, il suo nuovo mondo.

Se vogliamo partire con il piede giusto, potremmo pianificare qualche visita periodica a Micio presso lo stallo in cui è ospitato prima di portarlo a casa. Un’ ottima mossa è quella di portare qualche oggetto che abbia l’odore della casa in cui dovrà andare a vivere. Potremmo lasciare al nostro gatto anche qualche indumento, meglio se indossato da qualche giorno a stretto contatto con la pelle. Un nostro indumento e quello di chi vive insieme a noi. Questo preparerà micio al trasferimento rendendo i nostri odori un po’ meno estranei.

Arriva il giorno dell’adozione. Cerchiamo di pianificare questo momento con largo anticipo. Facciamolo quando abbiamo tempo libero da tutti i nostri impegni. Prendiamoci qualche giorno di ferie oppure portiamo a casa il nostro gatto durante il fine settimana. È importante che per almeno un paio di giorni noi possiamo restare a casa a prenderci cura di Micio. Questo non vuol dire stargli addosso. Essere liberi da impegni ci permetterà di monitorare le prime ore di inserimento, di far sentire al gatto quali sono i normali rumori della nostra vita quotidiana in casa. Le prime ore sono fondamentali per l’abituazione di Micio.

Quando arriviamo a casa con il gatto nel trasportino, dirigiamoci senza indugi nella sua nuova stanza. Rendiamo l’ambiente tranquillo e non eccessivamente illuminato. Mettiamo il trasportino a terra e una volta aperto usciamo dalla stanza. Lasciamo solo il gatto. Sarà in grado di uscire dal trasportino, non temete. Ma lasciamo che lo faccia secondo i suoi tempi. Portiamo a casa anche una copertina nella quale abbia dormito. Sentire un odore famigliare lo aiuterà a tranquillizzarsi. Mettiamo nella stanza una o due scatole in cui il gatto si possa rifugiare se spaventato da qualche rumore o dal nostro ingresso. Se dovesse infilarsi sotto il letto o dietro un mobile, non cerchiamo di stanarlo (ovviamente non deve cacciarsi in uno spazio angusto nel quale possa intrappolarsi). Non dobbiamo mai forzare il contatto fisico. Per le prime ventiquattro ore potrebbe non farsi vedere. Trascorso il primo giorno possiamo iniziare ad entrare con frequenza regolare nella stanza. Facciamogli sentire la nostra presenza e il nostro odore. Sediamoci a terra e leggiamo un buon libro. State certi che Micio si accorgerà di noi. Ovviamente se abbiamo seguito tutti i consigli per una adozione consapevole non saremo di fronte ad un gatto forastico o con particolari problemi. Se ha già conosciuto i nostri odori prima di arrivare a casa, vedrete che ci farà capire quando è pronto per fare la nostra conoscenza. Il gioco è sicuramente il modo migliore per incuriosire il gatto. Usiamo una lunga cannetta con attaccato in fondo un topino o una piumetta. Se micio inizia a giocare senza problemi, siamo a buon punto. Se tutto procede per il meglio possiamo iniziare a far uscire il gatto dalla sua stanza. Facciamo per gradi, un po’ alla volta. Facciamo in modo che possa esplorare una stanza alla volta e non tutte insieme. Sarà incuriosito dai suoni e dagli odori. Marcherà strofinandosi su ogni superfice disponibile. È importante che lo faccia e non puliamo dove si strofina. Questo aiuterà il gatto a sentirsi a proprio agio e a costruire una mappa chimica e olfattiva del suo nuovo territorio. Preparatevi, da lì a qualche giorno voi sarete suoi ospiti! Per i primi tempi è opportuno che Micio resti chiuso durante la notte nella sua stanza. Questo lo aiuterà a sentirsi più tranquillo.

Se ad un certo punto girerà per casa assumendo una postura tranquilla e rilassata, avrete fatto un ottimo lavoro. Cerate di costruire dei rituali positivi durante la giornata. Siate prevedibili, coerenti e positivi durante l’interazione con il vostro gatto. Questo aiuterà la vostra convivenza e creerà una serena relazione.

Se la vostra è una famiglia numerosa, ricordatevi di coinvolgere tutti i membri in questo delicato ma altrettanto entusiasmante processo di inserimento.

Ricordatevi di avere pazienza e siate perseveranti. Abbiamo a che fare con un essere vivente. Rispettiamolo e saprà ricompensarci.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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