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martedì, Luglio 27, 2021

Addio ad Angelo Del Boca, storico del colonialismo e partigiano nel piacentino

Il suo ultimo intervento pubblico è datato 2017, quando tenne banco la polemica contro la realizzazione di un distributore di carburante nei pressi dell’amato castello di Lisignano, alle porte della Val Luretta, la zona dove aveva combattuto da partigiano.

E’ morto ieri, 6 luglio, nella sua casa a Torino lo storico e giornalista Angelo Del Boca, uno dei maggiori studiosi del colonialismo italiano. Nato a Novara nel maggio del 1925, era legato alla terra piacentina dove ha vissuto per molti anni e si candidò alle elezioni del 1994 nel collegio del Senato. Il funerale si svolgerà giovedì 8 luglio alle 10,30 nella parrocchia del Nazzareno a Torino.

Fu partigiano sulla colline piacentine: mandato in Germania per l’addestramento con la “Monterosa”, nell’estate del 1944, al rientro in Italia, aveva disertato. Entrato nella 7a Brigata alpina della I Divisione G.L. “Piacenza” e Durante la Resistenza conobbe Maria Teresa Maestri, crocerossina dei partigiani, che avrebbe sposato nel 1947. Angelo Del Boca, dopo la Liberazione, si è iscritto al PSIUP e si è dato alla memorialistica (con la raccolta di racconti Dentro mi è nato l’uomo) e poi al giornalismo. Redattore capo, a Novara, dello storico settimanale socialista Il Lavoratore, Del Boca è poi passato alla Gazzetta del Popolo, per la quale ha fatto l’inviato speciale, e infine a Il Giorno di Enrico Mattei, allora diretto dal partigiano Italo Pietra. L’apparire sulla scena politica di Bettino Craxi indusse, nel 1981, Angelo Del Boca a lasciare Il Giorno e il Partito socialista.

Aveva intanto pubblicato libri che l’avrebbero reso famoso e si era soprattutto impegnato nella ricerca della verità sulle guerre di aggressione del fascismo di Mussolini, in Libia e in Africa Orientale. È di Del Boca la prima documentata denuncia dell’utilizzo, da parte italiana, dei gas contro i resistenti e i civili in Africa. Fondamentali, sul colonialismo, i libri editi da Laterza, Feltrinelli, Bompiani, Neri Pozza. Proprio questo editore vicentino ha pubblicato nel 2009 Il mio Novecento, biografia di un giornalista e di un intellettuale rigoroso, che ha testimoniato le tragedie dei Gulag, della Shoah, delle atomiche, dei massacri etnici, delle povertà e delle speranze dei Paesi emergenti.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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