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giovedì, Dicembre 2, 2021

Al Festival di Veleia “Vorrei essere figlio di un uomo felice” con Gioele Dix

FESTIVAL DI TEATRO ANTICO DI VELEIA: DOMENICA 25 LUGLIO – Ore 21.30 GIOELE DIX in VORREI ESSERE FIGLIO DI UN UOMO FELICE di e con Gioele Dix

Prendendo spunto dalla potente e simbolica vicenda di Telemaco, figlio di Ulisse, Gioele Dix costruisce uno spettacolo di grande spessore teatrale, in bilico costante fra suggestioni letterarie (Paul Auster, Milan Kundera, Ghiannis Ritsos) e irruzioni nel quotidiano (molti ricordi personali) e disegna con affilata ironia un ritratto commosso, a tratti esilarante, di padri e figli e dei loro complicati rapporti d’affetto.
“Vorrei essere figlio di un uomo felice” confessa Telemaco, figlio dell’eroe omerico, nel primo canto dell’Odissea. Parole che rivelano quanto sia consapevole del legame indissolubile fra il proprio destino e quello del padre. Ed è sempre stato così per tutti, o quasi. Il giovane principe di Itaca è dunque l’emblema dei tanti figli ai quali è toccato fare i conti, nel bene e nel male, con un’impegnativa eredità.
“Da sempre Gioele Dix non è solo un comico. La sua “animalità” da palcoscenico è al servizio di una ricerca d’autore. Poi il garbo sornione, il talento per la battuta, il sound dell’umorista rendono i suoi esercizi di pensiero terribilmente divertenti, ma lo spasso è un mezzo non un fine.La sua è un’affabulazione elegante, esistenzialista, quasi jazz nel gusto per la variazione. […]Ridiamo e ci inteneriamo per la goffaggine di Telemaco ma scopriamo anche il suo coraggio nel cercare di sbrogliare la pesante eredità paterna. Ci facciamo un’idea di che cosa facesse Ulisse con Calipso sull’isola di Ogigia, poi però compare Elena, non più giovane, così come la immagina Ghiannis Ritsos. Perché si ragiona anche della vecchiaia e della morte dei padri, e qui servono Milan Kundera e Valerio Magrelli, che accompagna verso la dedica finale, commovente”. (Sara Chiappori, Repubblica)

GIOELE DIX
Giole Dix (nome d’arte di David Ottolenghi) è nato a Milano da una famiglia ebraica. Dopo la maturità classica, muove i primi passi nel teatro alla fine degli anni settanta con il Teatro degli Eguali partecipando mettendosi in evidenza per le sue doti attoriali in numerosi allestimenti teatrali, diretto da grandi registi: da Gabriele Salvatores (Sogno di una notte di mezza estate, musical rock), da Antonio Salines (Un marziano a Roma di Ennio Flaiano) e da Franco Parenti (nei due allestimenti molièriani, Il malato immaginario e Il Tartufo). Dotato di una originalissima cifra comica e di una felice abilità drammaturgica, inizia ad esibirsi al Derby Club e allo Zelig, gli storici cabaret milanesi), dove si impone immediatamente e adotta il nome d’arte Gioele Dix. Malgrado la popolarità televisiva del grande pubblico (soprattutto per le sue esilaranti apparizioni in Mai dire gol della Gialappa’s band) non rinuncia alla sua vera vocazione: quella di attore ed autore di teatro, dove ottiene prestigiosi riconoscimenti. Tra i suoi molti spettacoli teatrali: Il libertino di E.E. Schmitt insieme a Ottavia Piccolo (2001), Corto Maltese da testi di Hugo Pratt con musiche di Paolo Conte, Edipo.com con la regia del celebre Sergio Fantoni (2003), La Bibbia ha quasi sempre ragione con Cesare Picco al pianoforte (2004), Tutta colpa di Garibaldi con testi di Gioele Dix, Sergio Fantoni e Nicola Fano per la regia di Sergio Fantoni e successivamente Dixplay di Gioele Dix, con la partecipazione di Bebo Best Baldan, “Nascosto dove c’è più luce”,“Se potessi mangiare un’idea- Gioele Dix racconta e canta Giorgio Gaber”, Cita a ciegas con Laura Marinoni per la regia di Andrée Ruth Shammah… Attivo anche come attore cinematografico, è autore per editori nazionali di una decina di libri e tiene un blog su Repubblica.it.

A GIOELE DIX IL PREMIO FESTIVAL DI TEATRO ANTICO DI VELEIA
Dopo lo spettacolo a Gioele Dix verrà consegnato il Premio Festival di Teatro Antico di Veleia (una piccola scultura in terracotta a tuttotondo che rappresenta un guerriero loricato, coperto dall’armatura) realizzato anche quest’anno, in esclusiva, dal Maestro Sergio Brizzolesi.

DOPO TEATRO ENOGASTRONOMICO
Al termine dello spettacolo, il salumificio La Rocca di Castell’Arquato, l’Azienda Agricola Fabrizio Camorali e Tollara Vini offriranno al pubblico e agli artisti una degustazione di vini e salumi piacentini.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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