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martedì, Dicembre 6, 2022

Alternativa per Piacenza al capolinea. Movimenti e sinistra radicale: “Non c’è la serenità per andare avanti”

Movimenti e sinistra radicale lasciano il percorso di Alternativa per Piacenza. In una comunicazione (firmata da Davide Bastoni, Enrico Caruso, Giuseppe Castelnuovo, Sergio Dagnino, Stefano Forlini, Luigi Rabuffi, Giovanni Toscani, Milvia Urbinati, Davide Vanicelli) viene spiegato che non sussistono più le condizioni per continuare nel percorso unitario. “Dopo lungo e sofferto confronto, siamo arrivati alla conclusione che, al momento, – affermano – non esistono le necessarie condizioni. Manca a tutti, causa gli sviluppi dell’ultimo mese, la dovuta serenità per andare avanti”.

Nell’ultimo mese si è prodotta all’interno dell’assemblea di ApP una sostanziale frattura su due posizioni, a fronte dell’oggettiva incapacità di trovare un candidato unificante. Da un lato i partiti (Pd e Articolo1, più altre personalità) a favore delle primarie di coalizione, da celebrare con regole aperte per agevolare la più ampia partecipazione dell’elettorato di centrosinistra; dall’altro movimenti, sinistra radicale e altre personalità di estrazione civica che invece hanno chiesto di proseguire nel confronto solo interno alla plenaria (composta da circa 120 persone) per decidere il candidato, oppure di stabilire regole più stringenti per la consultazione e la selezione dei candidati.

L’accusa al Partito Democratico e al segretario Silvio Bisotti – che da prima di Natale avevano chiesto di celebrare primarie aperte per individuare il candidato a sindaco – è di non aver voluto proseguire ancora nel confronto. “Abbiamo provato a cercarla (la serenità, ndr) proponendo un confronto diretto e chiarificatore – sostengono – con la Segreteria Provinciale del Partito Democratico e, a seguito dell’indisponibilità del segretario, di ritrovarci fra un paio di settimane, nell’attesa che il Partito Democratico svolgesse il proprio congresso, dotandosi di una nuova dirigenza legittimata da un mandato nuovo di zecca. Ci sembrava una proposta di buon senso, che dava peraltro lo spazio per scegliere le regole e quali punti programmatici essenziali inserire nel manifesto dei valori che i candidati alle eventuali future primarie avrebbero sottoscritto all’atto di presentarsi”.

Difficile non leggere questo passaggio dei firmatari come una delegittimazione neanche troppo velata nei confronti di Bisotti che si trova in scadenza di mandato. Il Pd deve infatti affrontare il congresso, tuttavia occorre ricordare che a favore delle primarie di coalizione si è espressa a stragrande maggioranza la direzione provinciale, così come i suoi principali esponenti locali.

“Ci è stato risposto che non siamo noi a decidere i tempi del congresso, – prosegue la comunicazione – chiarendo una volta per tutte che non ci trovavamo di fronte alla disponibilità di un confronto ma a imposizioni, prendere o lasciare”.  “Prendiamo dunque atto, senza polemiche, – affermano i firmatari – che al momento permangono due modi diversi di intendere la proposta che si vuol sottoporre ai cittadini, in termini di approccio, carica innovativa, chiarezza di campo, logiche di partecipazione. Continueremo ben inteso a lavorare perché il progetto di un centrosinistra unito vada avanti e trovi finalmente, quando sarà possibile, una convergenza che per noi deve essere naturale ma che, persistendo le condizioni attuali, oggi risulterebbe oggettivamente forzata. Gli avversari per noi sono e restano in un altro campo, a destra. Auguriamoci a vicenda le migliori fortune, tenendo aperto il più possibile quel dialogo utile a chiarire posizioni e trovare elementi comuni. Da oggi, anche se avremmo sperato in un diverso epilogo, inizia un’altra strada, che cercheremo di rendere entusiasmante e coinvolgente per chiunque vorrà partecipare. Il laboratorio di idee, partecipazione e coinvolgimento dei cittadini non si ferma ma rilancia. Rimanete sintonizzati”.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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