Antico o kolossal, il Carnevale nei borghi d'Italia

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“Non si fa un buon carnevale, se non c’è la luna di febbraio”. Così recita un antico proverbio e con la “superluna” di questi giorni maschere e carri allegorici hanno il successo garantito. L’Italia tutta si prepara a vivere la sbornia collettiva del martedì grasso, che quest’anno cade il 5 marzo e già proiettati alla primavera.
 
Scenografie di maschere bizzarre e colori variegati si specchiano sui canali di Comacchio, dove barche allegoriche e gruppi mascherati sfilano tra i palazzi antichi e i ponti storici, per il Carnevale sull’Acqua, tra i più originali del Belpaese. Domenica 3 marzo, le barche allestite da compagnie locali – il tema è sempre a sorpresa – percorrono i canali principali, tra musica, spettacoli di danza, frizzi e lazzi. Si parte  dal monumentale Ponte dei Trepponti, dal quale godersi la sfilata dall’alto, posizione ideale per scattare foto e selfie. Lungo il percorso sarà allestito il mercatino e in Via Cavour ci sarà il Paese dei Balocchi, con gonfiabili, giochi e giri in barca. L’imbarcazione allegorica più bella sarà premiata. (Con il pacchetto di Visit Comacchio “Carnevale sull’Acqua”, il soggiorno di 2 notti nel centro storico con colazione, escursione nelle Valli di Comacchio o visita guidata al Museo del Delta Antico, è a partire da 101 euro a persona).
 
Ferrara, invece, festeggia con il Carnevale degli Este. Le splendide e grandi piazze del centro storico, i suoi palazzi che ancora oggi raccontano le meraviglie storico-artistiche del Rinascimento e l’imponente Castello Estense, si animeranno di cortigiani e principesse, dame e cavalieri, maschere e simboli della natura vegetale. Madrina della kermesse sarà Lucrezia Borgia, la duchessa di Ferrara che illuminò la città di cultura, scelta per celebrare il cinquecentenario della sua morte, traendo ispirazione dal celebre dipinto di Bartolomeo Veneto che la ritrae in veste di Flora. Per questo, i travestimenti in maschera avranno come tema il regno vegetale di piante, alberi, fiori e frutti che ornavano, anche simbolicamente, l’ambiente dell’epoca rinascimentale. E non solo. Si potrà essere coinvolti in esperienze particolari, come prendere parte al corteo storico in costume d’epoca rinascimentale a seguito di Lucrezia Borgia, impersonata da un’attrice professionista.
 
Appuntamento consolidato quello con il Carnevale d’Europa di Cento, da anni gemellato con il Carnevale di Rio de Janeiro. Una domenica in più, anche il 10 marzo, per far sfilare i monumenti di cartapesta, alti anche venti metri, lungo Corso Guercino. Non mancano le danze colorate delle ballerine e percussionisti brasiliani. Tra una sfilata e l’altra, un accenno ad un passo di danza, occorre tenere le braccia in alto per cercare di accaparrarsi uno dei tanti doni lanciati dai carri in parata. La kermesse centese si caratterizza proprio per il “gettito”: palloni, caramelle, cioccolatini, peluche cadono dall’alto come se piovesse, al motto che “nessuno torna a casa a mani vuote”. Nemmeno i numerosi testimonial dello spettacolo che ogni anno non vogliono mancare a questo appuntamento. E come tralasciare Tasi, la maschera popolare che risale all’800? È lui che apre il corteo delle monumentali costruzioni in cartapesta. Secondo la tradizione, era un amante del buon vino a tal punto che quando si trattò di scegliere tra la moglie ed un bicchiere di lambrusco, scelse la seconda alternativa e la compagnia della sua inseparabile volpe. L’ultima domenica con il gran finale c’è anche il rogo di Tasi. Ma Cento è anche la patria del Guercino che aveva rappresento, in un suo affresco del 1615, “il Berlingaccio”, una maschera locale (speciali offerte sia per Ferrara che per Cento di Visit Ferrara).
 
È dedicata alla donna la manifestazione carnevalesca di Viareggio che celebra i 146 anni della sua manifestazione e lo fa in grande stile con cinque corsi mascherati sui viali al mare. Il triplice colpo di cannone è il segnale inequivocabile che inizia la festa e dà il via alla sfilata di queste gioiose macchine di cartapesta costruite da professionisti della creatività (in città ci sono ben ventitré ditte artigiane). Come per magia i giganteschi mascheroni, nel segno della satira, prendono vita tra movimenti, musica e balli. Il rouge di questa edizione è “l’universo femminile”, ovvero la celebrazione della donna e i successi conseguiti in ambito economico, politico, culturale, scientifico. Non mancano temi sociali come il carro ecologista rappresentato dalla balena di Roberto Vannucci, un appello all’umanità per salvare le acque dai rifiuti, specialmente quelli in plastica. Tra i protagonisti musicali c’è anche la musica di Jovanotti con un carro, fuori concorso, legato al cantautore toscano. Da vedere anche i due musei a tema: uno dedicato alla storia dei carri del Carnevale e l’altro al Premio Carnevalotto, una preziosa collezione di opere d’arte di grandi firme contemporanee ispirate al carnevale toscano. Il percorso espositivo comprende anche l’espace Gilbert in cui trovano una “seconda vita” i grandi mascheroni che, finita la festa, sono esposti per essere ammirati e “toccati”. Un’occasione unica per scoprire ?anche i segreti dei movimenti.
 
Ferrara. Carnevale rinascimentale (Consorzio Visit Ferrara – Foto Chiara Vassalli)

Articolo originale tratto da: http://www.repubblica.it/viaggi/2019/02/21/news/carnevale_duemiladiciannove_eventi-219724794/

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