Apple può produrre iPhone fuori da Cina

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Da un lato all’altro dell’Oceano Pacifico, o big tecnologici si preparano a far fronte agli esiti peggiori del braccio di ferro tra Washington e Pechino. Negli Usa, Apple ha un piano B nel caso in cui le tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina sfuggissero di mano. Secondo quanto riportato dai media americani, uno dei principali fornitori di Cupertino ha infatti abbastanza capacità per produrre gli iPhone destinati al mercato americano fuori dalla Cina se necessario.

    Il partner in questione è Foxconn, pronto ad aiutare Apple nel caso ne avesse bisogno di rivedere la sua produzione.
    In Cina, invece, le aziende Xiaomi, Oppo e Vivo, tra i primi sei produttori al mondo di smartphone, starebbero testando il nuovo sistema operativo sviluppato da Huawei, e alternativo ad Android di Google. A scriverlo è il tabloid cinese Global Times.
    I tempi di lancio del sistema operativo – che secondo indiscrezioni ricorrenti prenderebbe il nome di “HongMeng” in patria e di “Ark” in Europa – sono “un segreto”, avrebbe detto il chief strategy officer della divisione consumer di Huawei, Shao Yang. Nelle scorse settimane alcuni rumor avevano indicato il mese di ottobre come periodo di rilascio.

    Il sistema operativo ‘made in China’ è la risposta di Huawei alle pressioni del governo Usa, che ha iscritto il colosso asiatico nella lista nera del commercio impedendo alle aziende americane di vendergli beni e servizi. Tale divieto, a meno di ulteriori proroghe o di un accordo tra Stati Uniti e Cina, dovrebbe diventare effettivo a fine agosto.
   

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