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domenica, Maggio 22, 2022

Attirata con l’inganno in Italia e costretta a prostituirsi, arrestato lo sfruttatore

Attirata con l’inganno in Italia dalla Nigeria, con la promessa di una vita migliore e di un lavoro come parrucchiera. Quello che attende la protagonista di questa vicenda, una giovane di 30 anni, è un calvario di due anni. Per ripagare il debito contratto per affrontare il viaggio, 25mila euro, viene infatti costretta a prostituirsi. Esasperata dalla situazione, la ragazza trova la forza di ribellarsi rivolgendosi ai Servizi Sociali e denunciando la situazione alle forze dell’ordine.

Grazie a un’approfondita attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Piacenza e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Piacenza, volta al contrasto dello sfruttamento della prostituzione, è stato possibile individuare ed assicurare alla giustizia il suo sfruttatore: un trentaduenne di nazionalità nigeriana, considerato autore dei gravi reati di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nonché dell’organizzazione del trasporto illegale della vittima in Italia.

La nota stampa diffusa dalla Questura di Piacenza – La persona offesa è una giovane connazionale, che in un momento di profonda difficoltà economica veniva avvicinata da una rete criminale operante in Nigeria, che la convinceva a trasferirsi in Italia con la prospettiva di un lavoro come parrucchiera. Al fine di raggiungere il nostro paese, la ragazza contraeva con i criminali attivi in Nigeria un debito di 25.000 euro, a garanzia del quale la ragazza veniva costretta a subire un rito voodoo, ove un native doctor le prelevava capelli e peli e le praticava dei tagli sulle mani, per poi farle bere del succo di noce di cola a sugello del patto. L’indagato organizzava il viaggio attraverso la rotta libica, e compiva con lei anche la parte finale del tragitto attraversando il mare dalla Libia. In Italia la ragazza veniva costretta per quasi due anni a prostituirsi nelle province di Piacenza e di Parma, consegnando duecento euro al mese allo sfruttatore per ripagare il debito per il viaggio, ed arrivando a consegnargli circa 4.000 euro dei 25.000 dovuti.

Esasperata, la ragazza decideva di cambiare vita, fuggendo dall’uomo e trovando rifugio e protezione nella rete dei servizi sociali, per poi riuscire finalmente a denunciare quanto aveva patito alle forze dell’ordine. All’esito delle accurate indagini durate quasi 2 anni e svolte attraverso un meticoloso lavoro di raccolta ed analisi dei dati, nonché di escussione di persone informate sui fatti, veniva emesso dall’Autorità Giudiziaria il provvedimento di conclusione delle indagini preliminari per i gravi reati di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, aggravati perché commessi con violenza, minaccia ed inganno, nonché per la violazione della normativa sull’immigrazione per aver organizzato il trasporto illegale della vittima in Italia.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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