Bulgari finanzia il restauro dell’area sacra di Largo Argentina

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Da ricovero per gatti e randagi, mortificato dal degrado di erbacce incolte e spazzatura, a sito archeologico a cielo aperto tra i più antichi ed emblematici di Roma, legato all’assassinio di Giulio Cesare: l’area sacra del Largo di Torre Argentina sarà restituita a nuova vita, grazie ad una donazione al Comune di Roma, da parte della maison Bulgari di circa un milione di euro. Più precisamente, 485.593,58 euro avanzati alla griffe del lusso romano-francese (fa parte del Gruppo LVMH) dopo il restauro della Scalinata di Trinità dei Monti, costato 1,5 milioni di euro – in base alla cui convenzione stipulata nel 2014 si stabiliva che gli eventuali residui sarebbero stati destinati ad altri interventi sul patrimonio culturale di Roma Capitale – integrati da un nuovo finanziamento di 500mila euro.

L’area sacra del Largo di Torre Argentina a Roma
Il progetto prevede interventi che consistono nella costruzione e nel posizionamento di passerelle che consentiranno di percorrere l’area in sicurezza, nella musealizzazione di uno spazio attualmente adibito alla conservazione dei reperti e nella predisposizione di tutti i servizi al pubblico per consentire un’agevole fruizione del luogo. Con la sua donazione Bulgari punta infatti all’accessibilità e alla possibilità di visitare uno dei siti archeologici più antichi di Roma.

I lavori consisteranno in una nuova recinzione che delimiti la Torre del Papito e il portico e in un nuovo ingresso all’area archeologica che prevede la costruzione di una nuova rampa di accesso posizionata al lato della Torre. Accanto sarà costruita una pedana elevatrice. Prevista anche la realizzazione di un nuovo percorso per poter camminare all’interno dell’area archeologica e di un impianto d’illuminazione a LED per consentire visite notturne. Internamente al Portico saranno realizzate, invece, la biglietteria e il bookshop.

A dare la notizia, in una conferenza stampa che è si svolta sul sito stesso, la sindaca di Roma Virginia Raggi, l’AD di Bulgari, Jean-Baptiste Babin, e il soprintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce. “Grazie alla convenzione sottoscritta da Bulgari, Comune e Soprintendenza”, ha detto Raggi, “prende vita un gesto d’amore nei confronti di Roma, finanziato e accompagnato da Bulgari. Aiuterà a restituire l’area sacra di Largo Argentina a tutti cittadini romani. Questa zona sarà accessibile tramite passerelle che consentiranno di attraversarla. I lavori dovrebbero finire nella seconda metà del 2021”.

Per quel che riguarda i tempi del progetto invece, una volta chiusa la fase esecutiva, verrà indetta la gara d’appalto, a cui seguirà l’aggiudicazione definitiva. Bisogna aggiungere, dunque, il tempo necessario per portare a termine i lavori e si arriverebbe così a fine 2021. “La Soprintendenza”, ha detto Parisi Presicce, “sta attuando le procedure necessarie per la conclusione della fase progettuale e per l’affidamento dei lavori.

L’accordo siglato s’inserisce nel più ampio programma di valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale della città di Roma”. L’area è il più esteso complesso di epoca repubblicana, ospita quattro templi romani che vanno dal IV al II secolo a.C. e custodisce il basamento di tufo della Curia di Pompeo, presso la quale avvenne l’assassinio di Giulio Cesare il 15 marzo del 44 a.C., le “Idi di marzo”, come narrato da Cicerone.

“Siamo molto orgogliosi di questo nuovo regalo alla Città Eterna”, ha detto l’AD Babin, “dopo il restauro della Scalinata di Trinità dei Monti, fin dalla sua costruzione un irrinunciabile punto di ritrovo per romani e turisti, andremo a valorizzare un altro luogo al centro della vita sociale e spirituale dell’antica Capitale”. E se poi si ricomincia con le lattine vuote e i bivacchi com’è successo per la Scalinata di Trinità dei Monti? “È tutto nel conto”, risponde Babin, “questa città unica al mondo deve essere vissuta e goduta da tutti”.

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