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martedì, Maggio 24, 2022

Campionati italiani di scherma, a Piacenza anche i medagliati olimpici Milanoli e Fichera

Nello sport si vince si perde, ma l’importante è divertirsi. Due dei più grandi campioni azzurri di scherma, gli spadisti Paolo Milanoli, oro alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 (nel team con Rota e Randazzo), e Marco Fichera, argento a Rio 2016, erano presenti ai Campionati italiani a squadre a Piacenza Expo. Il primo come atleta della società di Novara (tra l’altro battuta dal Pettorelli 45-33 per le gare di Serie C1) e l’altro come ospite e uno degli organizzatori dei Campionati del mondo che si terranno a Milano nel 2023.

I due sono stati accolti da Alessandro Bossalini, presidente del Pettorelli, con cui entrambi si sono complimentati per l’organizzazione degli Italiani.

Marco Fichera e Alessandro Bossalini 

Fichera ha ritenuto ottima l’organizzazione «che potrebbe portare in futuro anche ad altri eventi di diverso livello. Questo è positivo e porta beneficio ai territori. La vostra città è diventata City Partner della Federazione e questo dimostra il proficuo rapporto tra lo sport e le istituzioni che serve anche a far conoscere la città».

Dall’organizzazione di Piacenza, Fichera passa a raccontare quella dei Mondiali di Milano il prossimo anno. «Una manifestazione – ricorda l’argento olimpico – che porterà oltre 30 milioni di euro di indotto, vedrà la partecipazione di 158 Paesi, 1.500 atleti, con 10mila persone al giorno per 20 giorni. Un’organizzazione con un budget previsionale di 5,2 milioni di euro». Ma Fichera è ancora un atleta azzurro spinto dalla passione che deve animare chi fa sport, tenendo presente che in ogni disciplina si vince e si perde «e bisogna imparare a vivere con più equilibrio gli eventi sportivi, accettando anche le sconfitte e lasciando da parte i riferimenti economici legati agli stipendi». Il riferimento è alla Nazionale di calcio esclusa dai Mondiali. «Agli azzurri è mancato solo il gol» ha affermato Fichera. A un ragazzo o a una ragazza Fichera consiglia «senz’altro di provare la scherma, anche se lo spirito non deve essere quello di diventare sportivi, ma divertirsi».

Dalle pedane mondiali a quelle della provincia italiana. Lo spirito di Milanoli è sempre uguale. «La passione non è mai tramontata – esordisce – tanto che a 52 anni sono in pedana e mi piace confrontarmi con i più giovani. E vedere le novità portate dal salto generazionale. Devo dire che noi “vecchi” teniamo ancora duro. Ancora ci si diverte. Insegno alla Pro Novara è mi piace di più allenare i bambini che gli schermitori già formati, mi dà soddisfazioni vedere la crescita e misurare l’imprinting che si può dare. Oggi, purtroppo, vedo tanti bambini che hanno capacità motorie ridotte e sono anche un po’ più problematici. Noi lavoriamo anche su questo».

La scherma in Italia resta uno sport tra quelli che conquistano un maggior numero di medaglie, insieme con atletica e nuoto, rispetto a sport più blasonati. «Non sono più nell’entourage della nazionale né seguo moltissimo le gare, vedo, però, che l’Italia si è consolidata a un livello molto competitivo e a Milano ci terrà a fare bella figura».

Secondo Milanoli «la generazione prima della mia faticava ad arrivare ai 32esimi, poi c’è stato il boom con vittorie ai mondiali e alle Olimpiadi. Oggi sono aumentati i competitor. Tra gli atleti migliori ricordo il russo Kolobkov e il francese Srecky, tra i più grandi secondo me della storia». Atleti che, conclude Milanoli, «non sono paragonabili nemmeno ai top di adesso. Erano di un’altra categoria».

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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