Chiara Parisi: «Curare questa mostra è stato un viaggio»

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«Non avevo mai lavorato con un privato, è stata un’esperienza molto interessante e stimolante, decisamente diversa da ciò a cui sono abituata». A parlare dall’altra parte della cornetta è Chiara Parisi, formalmente Curatrice d’Arte Contemporanea all’Accademia di Francia, istituzione che occupa le splendide sale di Villa Medici a Roma e che venne fondata da Gustave Colbert nel 1666. Il privato al quale fa riferimento è la famiglia Carmignac: mecenati e imprenditori che l’hanno invitata a curare la mostra di quest’anno alla Fondation Carmignac sull’isola di Porquerolles. È così che è nata The Source che occupa la villa fino al 3 novembre e di cui abbiamo già parlato qui. La chiacchierata al telefono con Chiara svela la genesi di questa esposizione, il lavoro di ricerca e di comprensione compiuto dalla curatrice nei riguardi della collezione permanente della Fondazione così come la volontà di spingere il suo Presidente, Édouard Carmignac, ad aggiungere spazio per qualche assente, soprattutto la scultura.

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Lewis Carroll’s Wunderhorn (Max Ernst, 1970)

«La sorgente o l’origine è un grande tema che si ritrova spesso nell’arte a prescindere dal secolo, scegliere in questo caso di dare un titolo in inglese alla mostra ci ha permesso di rimanere ancorati al contemporaneo, perché la collezione Carmignac ha questo gusto – racconta Chiara, e aggiunge – studiare la collezione d’arte di un privato è un po’ come compiere un viaggio nella sua mente, scoprirne gusti, svelarne forse alcuni lati inconsci, e più lavoravo su questa mostra più si delineavano due motivi principali che sembravano accumunare la scelta delle opere collezionate: astrattismo e corpo femminile. Da qui sono partita per lavorare all’esposizione».

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Il tetto di vetro che copre la parte centrale della pianta a croce delle sale espositive

Invitata ad approfondire il legame della villa con l’isola, Chiara ha chiesto di svuotare tutta l’architettura, di renderla quindi un involucro neutro nel quale sistemare, come lungo un sentiero in un percorso personale e intimo oltre 60 opere (tra quelle di proprietà, quelle in prestito e quelle realizzate appositamente). Cucita su misura a cominciare dalla prima opera in mostra, Lewis Carroll’s Wunderhorn (Max Ernst, 1970), che è anche la prima opera mai acquistata da Édouard Carmignac, la mostra è letteralmente una discesa nella mente del collezionista, un cammino sotterraneo che, dalla parte centrale creata dalla pianta a croce illuminata da una magica luce zenitale che filtra dal soffitto vetrato, risale al piano superiore tra le opere di Sarah Lucas e irrompe poi nel giardino. «Ho parlato con ogni artista o erede, ho chiesto a ognuno di loro cosa pensassero del tema della sorgente. In un certo senso, è stato un viaggio molto importante anche per me: dare il mio punto di vista su una collezione privata è stato difficile e allo stesso tempo stimolante. Un’esperienza inconsueta per Chiara Parisi che dal 2000 si sposta professionalmente tra la Francia e l’Italia, passando dalla direzione de Le Monnaie di Parigi al Centre international d’art et du paysage de l’île de Vassivière, sempre in Francia, per poi spostarsi a Roma a Villa Medici.«Preferisco la direzione piuttosto che la curatela, avere la mia équipe con la quale lavorare e portare avanti una strategia culturale di crescita delle città in cui lavoro. Ciò non toglie che questa opportunità con Carmignac non sia stata altrettanto appassionante e importante nel mio percorso.»

Janaina Mello Landini

La scala che porta al piano interrato dove inizia la mostra, da percorrere rigorosamente a piedi nudi. Foto Marc Domage

E se è di percorsi, origini e fonti che si parla, durante la visita fate in modo di lasciarvi del tempo e di liberare la mente per una altrettanto intima e profonda esperienza: la performance sonora e interattiva di Soundwalk Collective Le Temps de la Nuit che vi porterà nel giardino, lungo le vigne e nel bosco durante le notti di luna piena. Le prossime in programma sono dal 12 al 18 agosto e dall’11 al 17 settembre.

Articolo originale tratto da: http://living.corriere.it/tendenze/arte/chiara-parisi-curare-questa-mostra-e-stato-un-viaggio/

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