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venerdì, Ottobre 7, 2022

Dodici libri da regalare (a Natale o a Capodanno): i consigli di Officine Gutenberg

Se volete un consiglio per regalare un libro, qui sotto ne trovate ben dodici. Un libro è un regalo bellissimo, ma al tempo stesso rischioso: perchè quello che è piaciuto a noi di quel volume, non è detto che possa fare colpo su altri. Vale la pena rischiare, però. E allora leggete i consigli di Officine Gutenberg che di libri se ne intende…

“Violette di marzo” di Philip Kerr – Fazi Editore

Non è propriamente un libro di Natale, ma essendo da poco finito il Festival del Giallo ed essendo ormai prossima la Giornata della Memoria, ho scelto questo poliziesco hard boiled, ambientato nella Germania nazista della seconda metà degli anni Trenta. Perché? Violette di Marzo ha alcuni degli elementi imprescindibili del libro da leggere: trama, qualità della scrittura, personaggi impossibili da dimenticare e contesto storico accurato, in grado di dare profondità al tutto. A partire dal protagonista, Bernie Gunther, detective privato ed ex poliziotto, chiamato a risolvere un duplice omicidio, alla vigilia delle Olimpiadi del 1936. Le vittime sono la figlia di un industriale milionario, e il marito. Ma ovviamente non è tutto come sembra. Ah, se questa mia proposta dovesse incontrare i vostri gusti, anticipo già che si tratta del primo libro di una trilogia, sempre dedicata a questa Berlino noir.
(Paola Pinotti)

“Macello” di Maurizio Fiorino – Edizioni E/O

Ambientato nel profondo Sud negli anni ’70 mostra con stupefacente naturalezza l’enorme disagio alla base delle dinamiche sociali. Le vicende sono concentrate sulla figura di Biagio, figlio unico e orfano di madre, cresciuto dal macellaio del paese. Crea nel lettore un senso di oppressione per le tematiche che affronta, ma scorre e si legge tutto d’un fiato. È un libro che, nonostante le poche pagine, ti fa affezionare fin da subito al protagonista e sperare fino alla fine nel suo riscatto. Fa riflettere sul passato, non poi così tanto passato, e soprattutto sull’attualità.
(Maria Dallavalle)

“Harold Ramis, mio padre l’acchiappafantasmi” di Violet Ramis – Casa Editrice: Sagoma

L’autrice del libro è la figlia del noto attore americano Harold Ramis e delizia i lettori con un racconto divertente e a tratti anche commovente del lavoro e dell’eredità artistica di suo padre. Dedicato ai nostalgici che hanno sempre apprezzato Harold, specialmente per aver ricoperto il ruolo di Egon Spengler dei mitici Ghostbusters. Ma c’è un mondo dietro alla figura di Harold, dal film Animal House a Ricomincio da capo. E per sua figlia era anche e soprattutto un padre affettuoso e un amico straordinario. L’autrice offre così uno spaccato inedito, sincero e acuto, sull’uomo che ha contribuito a rifondare la moderna commedia americana. E non mancano foto a corredo della vita davanti e dietro le telecamere. Un libro da non perdere per chi continua a sentirsi parte dei film degli anni ’80 e ’90.
(Stefano Pancini)

“Sotto la falce” di Jesmyn Ward – NNE, Milano 2021


Jesmyn Ward affida la sua storia familiare e comunitaria alle pagine del memoir “Sotto la falce”, pubblicato negli Stati Uniti nel 2013 e arrivato in Italia nel 2021 nella traduzione di Gaja Cenciarelli per i tipi di NN Editore. Un libro intriso di ricordi e persone, in cui la famiglia ha braccia che accolgono molte più anime di quante ce ne stiano sotto un solo tetto, pure se si tratta delle case affollate del Mississippi dove gli uomini muoiono o se ne vanno e le donne restano ma tutti e tutte sono schiacciati dallo stesso peso, la mancanza di fiducia. “Sotto la falce” è un memoir denso, che ripercorre la storia di un’intera comunità che cerca letteralmente di sopravvivere come può, con gli strumenti a sua disposizione, affrontando perdite, razzismo, abbandoni, povertà e assenza di prospettive.
(Melissa Minò)

“Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi – Mondadori (2010)


Quella dei Peruzzi, una famiglia con le radici tra Rovigo e Ferrara ma un presente e un futuro nell’agro pontino, è un’epopea italiana. Un viaggio di 30 anni, tra fortune alterne, che segue un percorso parallelo alla dittatura fascista. Tra zanzare e malaria, dal Canale Mussolini, il principale corso d’acqua nato dalla bonifica delle paludi del basso Lazio, emergono le storie di una delle tante famiglie che hanno seguito l’esodo degli anni ’20. Dove il diavolo e l’acqua santa si mischiano, sogni e disillusioni si scontrano, buoni e cattivi si scambiano e si confondono, nasce il racconto di un pezzo d’Italia a metà tra riti e miti della civiltà contadina e un futuro drammatico incombente. Quello che rimane intatto nel corso di 30 anni di avventure e disavventure, è il sangue dei Peruzzi, con dentro tutte le rabbie, le passioni e il furore, eredità delle generazioni passate, di una famiglia italiana.
(Lorenzo Rai)

“Un week end postmoderno” di Pier Vittorio Tondelli – Editore Bompiani

Trent’anni fa moriva Pier Vittorio Tondelli, emiliano di Correggio, uno degli scrittori più importanti della nostra letteratura. Di lui mi ha attratto, prima ancora dei temi delle sue opere, una scrittura unica, sincera, spudorata e magnetica, capace di assorbire e restituire come nessuno il senso degli anni ’80. Forse vale la pena rileggerlo a partire da questo libro patchwork di tanti contributi diversi pubblicati da riviste e giornali. Non un romanzo, ma un mosaico ricco e incredibile, proprio come gli anni ’80, da sfogliare a caso e portarsi via sempre qualcosa.
(Mauro Ferri)

“Questa terra è la mia terra” (“Bound for glory”) di Woody Guthrie (prima pubblicazione 1943)- Editore Marcos y Marcos

Treni merce, strade impolverate, l’eco di una chitarra e di una voce graffiante che si spandono attraverso gli sterminati paesaggi dell’America degli anni della Grande Depressione. E poi il rifiuto delle convenzioni borghesi, i frutteti abbandonati della California, la lotta operaia, i comizi agli angoli delle strade, accanto agli ultimi e ai vagabondi. C’è di tutto in “Bound for Glory” (letteralmente “Verso la gloria”, anche se nella versione italiana è diventato “Questa terra è la mia terra”) romanzo autobiografico del folksinger americano Woody Guthrie. Un libro che è una “tempesta” di parole, cruda e visionaria, e che contiene già buona parte degli elementi ricorrenti della controcultura Usa, patrimonio ereditato da Bob Dylan – che conobbe Guthrie malato in un letto di ospedale – e dalla beat generation. Un libro consigliato per chi ha voglia di prendersi una boccata d’aria, anche se intorno il vento soffia forte, la notte è senza luna e la pioggia gelida riempie le scarpe.
(Federico Tanzi)

“Cecità” di Josè Saramago – Editore Feltrinelli

Tutti conosceranno Cecità di José Saramago. Non è una novità fresca di libreria, né un romanzo a tema natalizio; anzi, l’argomento non può certo considerarsi leggero. Eppure leggendolo non potevo che notare le impressionanti analogie con la nostra attualità. In tempo e luogo imprecisati infatti, la popolazione viene improvvisamente colpita da un’inspiegabile epidemia di cecità, per cui non esiste cura: sopraffazione gratuita e istinti ferini si fanno ben presto largo tra gli uomini, perciò l’epidemia diventa soprattutto e prima di tutto un modo d’essere. Racconto fiabesco che diventa realtà, con l’impeto di una prosa che avvince il lettore in un flusso di pensieri, Cecità è un monito contro i nostri egoismi e le nostre derive. Da leggere per capire come non dobbiamo diventare.
(Micaela Ghisoni)

“Cronorifugio” di Georgi Gospodinov – Ed. Voland, 2021

Una clinica del passato, dove ogni piano è ambientato in un decennio diverso, è popolata da quanti hanno perso la memoria allo scopo di riappropriarsi dei propri ricordi. Ma quanto passato può sopportare un uomo? Il nuovo romanzo di Gorge Gospodinov (classe 1968) è una cronaca surreale e per certi versi grottesca del Novecento europeo, ma anche una riflessione dolce-amara sull’inesorabile scorrere del Tempo, nostro tiranno e Signore, sulla caducità di tutte le cose e sulla fragilità dei nostri sogni.
(Giovanni Battista Menzani)

“Bagliori a San Pietroburgo” di Ian Brokken – Editore Iperborea

Accompagnati dai ricordi di Brokken stesso, si attraversa la città che è stata culla e simbolo della cultura russa, in cui in ogni angolo si respirano i fasti del passato e sembra di poter davvero incontrare Dostoevskij, Nina Beberova, Nabokov, o uno qualsiasi dei protagonisti della scena culturale russa degli ultimi due secoli. Da leggere per viaggiare lontano con la mente, perché pare di poter vedere davanti a noi una delle famose notti bianche o la celeberrima passeggiata sul fiume Neva.
(Elisabetta Pallavicini)

“Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio” di Katherine Rundell – Editore Rizzoli, 2020

Un”appassionata difesa della letteratura per ragazzi, contro i pregiudizi di chi pensa che leggerla dopo una certa età sia bandito. Gli adulti non devono certamente leggere soltanto libri per ragazzi, ma ci sono momenti nella vita in cui potrebbe essere l’unica cosa da fare.
(Gianluca Misso)

“Solo la pioggia” di Andrej Longo, Sellerio (2021)

Tre fratelli, tre storie, una storia: amara, cruda, nervosa, e infine furiosa. Papele, Ivano e Carminù sono i fratelli Corona, “rispettati e temuti” in tutto il paese. La loro cena per commemorare la morte del padre, accompagnata da una pioggia scrosciante, tiene il lettore elettrizzato per un paio d’ore, tra polpette al ragù, friarelli e limoncello. Un romanzo breve che sembra un atto teatrale, da leggere tra una cena natalizia e l’altra.
(Paolo Menzani)

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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