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martedì, Ottobre 19, 2021

Festival “L'altra scena”, sette spettacoli tra i Filodrammatici e il Teatro Gioia

Dopo la “limited edition” del 2020, anno di transizione post lockdown, ritorna a Piacenza il Festival di teatro contemporaneo “L’altra scena” che dal 1° al 16 ottobre 2021 con un programma ricco di proposte tra Teatro Filodrammatici e Teatro Gioia si prepara a tagliare il traguardo della decima edizione.

Con la direzione artistica di Jacopo Maj, il festival è organizzato da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri di Piacenza, il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e Iren e la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita.

Dieci giornate di programmazione, con sette spettacoli rappresentativi del settore della ricerca, ma anche un progetto contro le mafie in collaborazione con Libera e una proposta per le famiglie, per arrivare a un ideale passaggio di consegne tra la conclusione del Festival 2021 e l’apertura delle iniziative in programma nella stagione 2021/2022 per i cinquant’anni di Teatro Gioco Vita.

Vedremo Sotterraneo (Atlante linguistico della Pangea), Teatrino Giullare (Menelao), Babilonia Teatri (Mulinobianco – Back to the green future), Il Mulino di Amleto (Ruyblas #tuttieroi). In cartellone creazioni che hanno ottenuto premi e riconoscimenti, come Farfalle di Emanuele Aldrovandi (testo vincitore del Premio Hystrio scritture di scena 2015 e del Mario Fratti Award 2016) e Casa Nostra di Hombre Collettivo (Premio Scenario Infanzia 2020 e Premio della Critica Direction Under30 2021). Lo spettacolo tout public Scoppiati di Giacomo Occhi, diplomato al corso di formazione Animateria di Teatro Gioco Vita, offrirà uno sguardo sul giovane teatro di figura, con un’attenzione anche al pubblico delle famiglie. E al termine delle rappresentazioni, gli artisti dialogheranno con il pubblico.

 «Sedersi a teatro ha oggi un valore ancora più importante, – secondo Jacopo Maj, direttore artistico de “L’altra scena” – ci riconcilia con la necessità di un pensiero fieramente lento disposto a condursi in stati d’animo meticci e inesplorati ed è più che mai una scelta, perché ripartire non significa solo rimettersi in moto ma anche distribuire il proprio tempo, decidere dove stare e cosa fare. Chi decide di stare in teatro accende una miccia, il Festival vuole essere un detonatore di sguardi, ascolti, pianti e risate, più forte di qualunque distanziamento».

«Il Festival di teatro contemporaneo “L’altra scena” – sono le parole del sindaco Patrizia Barbieri – celebra i suoi primi dieci anni. Una tappa importante in un percorso creativo anticonformista, coerente e appassionato nel suo processo di innovazione e ricerca, capace non solo di coinvolgere il pubblico ma di chiamarlo in causa come protagonista delle proprie scelte, in un mondo sempre più alla deriva. In questi anni, il Festival è cresciuto e ha permesso, a Piacenza, non solo di scoprire nuovi talenti, ma anche di immergersi in quel cammino di costante evoluzione e sperimentazione che è il Teatro contemporaneo, capace di trasporre nel presente un patrimonio culturale che ha, in realtà, radici millenarie».

Per Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, «che si tratti di mettere in scena parole intraducibili che ci aprono a mondi lontani dal nostro o di recuperare in chiave contemporanea i miti della tragicità antica o ancora di riflettere sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente, quel che conta è che il teatro, forse più di ogni altra forma d’arte attuale, riesce a confrontarsi con l’oggi in modo poetico ed inclusivo chiamando il pubblico a misurarsi in termini non banali con i temi del nostro vivere».

Il Festival si aprirà venerdì 1° ottobre al Teatro Filodrammatici dove alle ore 21 andrà in scena Atlante linguistico della Pangea di Sotterraneo, con Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati, Giulio Santolini, scrittura Daniele Villa. Sotterraneo ha selezionato decine di “parole intraducibili”, vocaboli unici che non esistono in altri idiomi, e ha dialogato online con altrettanti parlanti madrelingua sul significato e l’uso di queste parole nella cultura di provenienza. Queste brevi “lezioni di intraducibilità” sono divenute la traccia per uno spettacolo che mette in scena le parole stesse, trasformando un piccolo dizionario in una sorta di drammaturgia atipica. L’intero spettacolo inoltre è attraversato dall’impossibilità di dar corpo ad alcuni concetti a causa delle limitazioni Covid, che da pure restrizioni si trasformano in una risorsa scenica in grado di mettere in campo un pensiero sulle relazioni umane e l’incomunicabilità.

Lunedì 4 ottobre, sempre al Teatro Filodrammatici alle ore 21, vedremo Menelao, uno spettacolo costruito, interpretato e diretto da Teatrino Giullare, testo di Davide Carnevali. Una rielaborazione in chiave contemporanea dei miti legati alla casa degli Atridi, ma anche una riflessione sul concetto di “tragico” nella contemporaneità, lo spettacolo ha ricevuto nel 2016 la Menzione speciale della giuria alla prima edizione del Premio Platea. Menelao, l’uomo più ricco della terra, sposo della donna più bella del mondo, re di Sparta e vincitore della guerra di Troia, ha tutto ma non la felicità. Intuisce che qualcosa non funziona nella sua vita apparentemente così comoda; eppure non è capace di fare qualcosa per cambiare la sua situazione e si confronta con aspirazioni eternamente incompiute. Vorrebbe vivere felice come una persona qualsiasi, ma non si accontenta di esserlo.

Martedì 5 ottobre al Teatro Gioia alle ore 21 Casa Nostra di Hombre Collettivo sarà occasione per una serata che vedrà “L’altra scena” a fianco di Libera contro le mafie. Con Angela Forti, Agata Garbuio e Aron Tewelde, regia di Riccardo Reina, lo spettacolo del collettivo nato nel 2019 dal corso “Animateria” di Teatro Gioco Vita ha ottenuto il Premio Scenario Infanzia 2020 e il Premio della Critica Direction Under30 2021 ed è stato apprezzato in particolare per la ricerca sul rapporto tra teatro d’oggetti e teatro civile e per la capacità di affrontare in modo alternativo e non scontato tematiche fondamentali e quanto mai attuali relative alla dimensione storica e politica. “Casa Nostra” vuole infatti indagare la storia recente d’Italia, prendendo come riferimento gli anni della Trattativa Stato-Mafia (anche alla luce della più recente cronaca giudiziaria) e cercando di ripercorrere i fatidici anni compresi tra il 1990 e il 1994, determinanti rispetto alla comprensione del presente del nostro Paese. Al termine della rappresentazione è previsto un incontro con operatori di Libera e testimoni a confronto con gli artisti di Hombre Collettivo.

Venerdì 8 ottobre appuntamento al Teatro Filodrammatici, sempre alle ore 21, per l’atteso ritorno di Babilonia Teatri con l’ultimo spettacolo “Mulinobianco” – Back to the green future, di Enrico Castellani e Valeria Raimondi, con Ettore Castellani e Orlando Castellani e con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Luca Scotton, realizzato in coproduzione con La Corte Ospitale. “Mulinobianco” si interroga sulla relazione che abbiamo instaurato con il pianeta che abitiamo, a quanto pare l’unico abitato, nonché l’unico abitabile nell’intero universo. Due bambini ci raccontano il loro punto di vista sul futuro del mondo, lanciano proclami e provocazioni, vanno avanti e indietro nel tempo, contrappongono la fine e l’inizio: un eden perduto e lontano, verso il quale nessuno di noi vorrebbe tornare, e un tramonto che ci spaventa, ci attrae e ci inghiotte.

Lunedì 11 ottobre sarà la volta di “Farfalle”, testo e regia di Emanuele Aldrovandi, spettacolo prodotto da Associazione Teatrale Autori Vivi, Teatro Elfo Puccini, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione. Appuntamento alle ore 21 al Teatro Filodrammatici con una black comedy tra Milano, Palermo e New York. In scena due sorelle, ciniche e poetiche, una bionda (Bruna Rossi) e una mora (Giorgia Senesi) e al centro il gioco che le ha unite fin da quando, piccolissime, sono rimaste sole: a turno, chi ha in mano la collana a forma di farfalla può obbligare l’altra a fare qualsiasi cosa, pena la fine del gioco. Durante lo spettacolo le due attrici giocano a interpretare i personaggi principali delle loro vite, in un susseguirsi di scene che raccontano con tragicomica ironia la crescita delle due sorelle e le loro scelte di vita.

Giacomo Occhi al Teatro Gioia ci racconta con “Scoppiati” una storia ironica e poetica, concreta e surreale, senza parole, sulla vita speciale di un palloncino ordinario. Lo spettacolo, per tutto il pubblico, sarà in scena martedì 12 ottobre alle ore 21 e replicherà mercoledì 13 e giovedì 14 alle ore 18 allo scopo di facilitare la partecipazione del pubblico delle famiglie. La vita di un palloncino scorre sempre uguale, giorno dopo giorno. Nulla lo riempie per davvero. Finché a un certo punto si gonfia d’amore: un grande cambiamento che lo porterà a vivere pienamente quello che la vita ha in serbo per lui. Uno spettacolo che durante l’estate ha partecipato a diversi festival riuscendo a intercettare un pubblico di tutte le età.

Ultimo titolo dell’edizione 2021 del Festival “L’altra scena” sarà “RuyBlas #tuttieroi”, quattro quadri sull’identità e sul coraggio, adattamento dell’opera “Ruy Blas” di Victor Hugo de Il Mulino di Amleto, con Yuri D’Agostino, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, Alba Maria Porto, Rebecca Rossetti, Angelo Maria Tronca, regia di Marco Lorenzi. Sullo sfondo di un mondo che è sul punto di crollare, racconta la storia di un alto funzionario della corte spagnola che, per vendicarsi della Regina, tesse un inganno scambiando l’identità del proprio servo Ruy Blas con quella del nobile Don Cesare, per poi introdurlo a Corte. È la storia di un uomo che si ritrova a rivestire un ruolo e un nome non suoi riuscendo, grazie a questo inganno, a utilizzare al meglio le sue qualità. Il pubblico – collocato sui tre lati dello spazio scenico – si troverà immerso in tutta la contemporaneità di un testo che si rivela una viva e raffinata riflessione sul senso dell’identità.

Chiude la decima edizione de “L’altra scena” l’evento “50 anni di Teatro Gioco Vita – Preludio”, in programma sabato 16 ottobre al Teatro Filodrammatici dalle ore 17. Si tratta dell’evento di apertura delle iniziative per il Cinquantenario di Teatro Gioco Vita, che proseguiranno per tutta la stagione 2021/2022. Tra le altre cose, è prevista nella Sala di via Santa Franca l’esposizione dei manifesti dedicati a Teatro Gioco Vita da artisti e illustratori in occasione del cinquantenario (opere di Francesca Ballarini, Mauro Bubbico, Santuzza Calì, Nicoletta Garioni, Matteo Maria Maj, Lorenzo Mattotti, Giorgio Milani, Michele Sambin, Walter Sardonini, Guido Scarabottolo, Tapiro).

INFO

I biglietti per gli spettacoli al Teatro Filodrammatici costano € 15 (intero) € 10 (ridotto) € 7 (ridotto studenti); al Teatro Gioia € 10 (intero) € 8 (ridotto) € 6 ridotto (studenti).

Per il pagamento dei biglietti sono utilizzabili i voucher.

Chi acquista i biglietti per tutti i cinque spettacoli al Teatro Filodrammatici potrà assistere gratuitamente ai due spettacoli al Teatro Gioia (offerta soggetta a limitazioni, valida fino a esaurimento dei posti disponibili).

I biglietti sono in vendita da martedì 21 settembre.

La biglietteria di Teatro Gioco Vita è attiva in via San Siro 9 a Piacenza dal martedì al sabato ore 10-13, tel. 0523.315578, e-mail biglietteria@teatrogiocovita.it.

Il giorno dello spettacolo la biglietteria funziona nella sede della rappresentazione a partire da un’ora prima dell’inizio.

Gli spettacoli e tutte le attività in programma si svolgeranno nel rispetto delle prescrizioni vigenti in termini di distanziamento e misure di sicurezza.

Per informazioni: Teatro Gioco Vita, tel. 0523.315578, info@teatrogiocovita.it

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Eventi

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