Flaine, Il resort che non t'aspetti. In Alta Savoia la stazione sciistica firmata Bauhaus compie 50 anni

Il territorio è quello dei paesi di Magland e di Arâches. La regione, l’Alta Savoia, confina a Est con la Valle d’Aosta. Da Courmayeur è un’ora e mezza di auto e un po’ di tornanti fra le Alpi italiane e francesi, da Ginevra un quarto d’ora (e qualche curva) di meno: appena 70 chilometri di strada. Un salto – che la rende una scelta ideale soprattutto per i ginevrini – soprattutto per chi fino al 17 marzo stia popolando il celebre Salone dell’auto e oltre che del volante sia appassionato di neve.

Stiamo parlando di Flaine, una gemma di 150 abitanti a 1.600 metri di quota in particolare per la sua specificità architettonica e geografica: venne infatti costruita nel 1968 dal geofisico Eric Boissonnas e concepita come “stazione integrata” dove fare a meno dell’auto e sviluppata su tre livelli: “Flaine-Forêt” (1700 metri), “Flaine-Forum” (1600 metri), “Flaine-Front de Neige” (1500 metri), collegati da ascensori esterni, bus gratuiti e strade pedonali. Per farlo, gli ideatori hanno chiamato l’ungherese Marcel Breuer, maestro dei Bauhaus, scuola di design e progettazione tedesca fra anni Venti e Trenta fondata da Walter Gropius. Quest’anno, fra l’altro, si celebrano esattamente i cento anni della più famosa scuola del Moderno.

Flaine, nelle Alpi francesi il resort in stile Bauhaus
Era infatti il 1919 quando Gropius lanciava a Weimar lo Staatliches Bauhaus, nato dalla fusione delle due scuole di Arte (1860) ed Arti applicate (1907) del granducato sassone. In un anfiteatro naturale Breurer, autore di opere come il quartier generale dell’Unesco a Parigi e del Whitney Museum di New York, fu dunque chiamato a integrare infrastrutture, servizi sciistici – si tratta della quinta area sciistica interconnessa più grande del Paese, al momento la neve varia da 110 a 250 centimetri – e contesto naturalistico. Se a prima vista gli edifici apparirebbero imponenti, sono di fatto costruiti per allinearsi alle formazioni calcaree che circondano il resort. Fondendosi al paesaggio. Decretata “Patrimonio del XX secolo” per la sua originalità e la sua eredità (come una cappella ecumenica, l’hotel la Flaine che appare sospeso a mezz’aria, gli edifici “Bételgeuse”).

La singolare stazione compie dunque cinquant’anni, visto che venne ufficialmente inaugurata nel gennaio del 1969, insieme ai 100 del Bauhaus e, architettura a parte, è anche un vero e proprio museo a cielo aperto. L’unico complesso sciistico al mondo a proporre opere in esposizione permanente fra cui “Le Boqueteau” di Jean Dubuffet, “La Te?te de Femme” di Pablo Picasso and “Les Trois Hexagones” di Victor Vasarely. Un percorso che si può approfondire con un tour guidato gratuito da prenotare al Flaine Art Centre, dove pure si trovano una biblioteca, un’aula multimediale e una galleria che ospita artisti contemporanei.

Articolo originale tratto da: http://www.repubblica.it/viaggi/2019/03/07/news/flaine_alta_savoia_resort_stile_bauhaus_festeggia_50_anni_nel_centenario_della_scuola_di_design-220921907/

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