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sabato, Dicembre 10, 2022

Galleria d'Arte Studio C, mostra personale di Fernando Montà “Tracce”

Alla Galleria d’Arte Contemporanea “STUDIO C” di Piacenza si inaugura sabato 12 febbraio, alle ore 18, “Tracce”, mostra personale di Fernando Monta’. Nato in Africa, a Santa Isabel (Guinea Equatoriale) ma residente a Torino, Fernando Montà presenta un curriculum critico-espositivo di grande rilievo con mostre prestigiose tenute in spazi pubblici e privati di tutta Italia e di molte capitali d’Europa: Francia, Spagna, Croazia, Ungheria, Slovacchia e poi Marocco e Argentina. Dopo gli studi artistici e quelli dell’Accademia di Belle Arti e il conseguimento del “Premio Pernod” per la grafica (sezione studenti), si dedica all’incisione e alla pittura figurativa con soggetti legati soprattutto all’ecologia e alla difesa dell’ambiente, tematiche da lui particolarmente sentite e mai abbandonate: natura ed ambiente sono infatti, ancora oggi, gli argomenti fondamentali e prevalenti della sua espressione. In questa dimensione, dunque, si viene a collocare la ricerca di Fernando Montà che, attraverso quarant’anni di impegno intenso e costruttivo ha eleborato un proprio, indiscutibile discorso capace di unire la formazione tecnica alla propria identità, al valore degli ideali sociali e culturali, all’intensità di una visione tutta concentrata sull’ambiente e la natura. Appassionato del suo lavoro, ha sempre proceduto con metodo e rigore quasi scientifici affrontando varie tematiche, entrando direttamente, con coraggio e determinazione, nelle grandi e urgenti problematiche del tempo e dello spazio. Ha sempre proceduto per “cicli” Fernando Montà ( la collina, la luna, il vento, tracce, Essenza, in-segno, metamorfosi, tracce ecc. ecc. ) seguendo sempre il suo stile, il suo linguaggio, il suo modo di intendere e concepire la comunicazione artistica, un modo di procedere libero e autonomo, non succube delle mode e del mercato. Una ricerca lunga e costante, quella di Fernando Montà, portata avanti con passione e costanza e caratterizzata da pennellate decise e segni indomiti che si riversano con forza e immediatezza sulla tela eliminando ogni presunta oggettività per rivolgersi ad un immaginario variegato e complesso che vuole essere non solo ponderata riflessione sul caos primordiale, ma anche e soprattutto sforzo creativo e fantastico per dirigerlo e governarlo. Pittura, dunque, che si fa magma, materia, elemento nucleare ed energetico che muove e prende vita dal tempo e dallo spazio. Una visione pittorica, quella di Fernando Montà, che tende sempre alla sintesi di opposte tensioni, che appare nello stesso tempo analitica ed emozionale, progettuale e decostruttiva, comunque aperta sempre, ed in ogni caso, all’intervento e alle incursioni dell’istinto e dell’imprevedibile. Le sue forme dipinte irrompono con forza da abissi profondi, da sfondi vorticosi e immersi nel buio della notte siderale, da orizzonti lontani. Sono percorse da deflagrazioni di colore che delimitano e circoscrivono mondi fantascientifici e irreali, un cosmo pulsante di vita e pieno di simboli. La superficie delle opere, lavorata e scavata con fine abilità, percorsa da ferite e aperture riflettenti, è letteralmente investita da incandescenze pittoriche fantastiche, si gonfia e si dilata, crea spazi profondi ed immensi, elabora suggestioni intense, cattura l’osservatore. Un senso grandioso di mistero pervade i suoi quadri e spesso, dal centro della loro superficie, dove quasi sempre si posa l’occhio di chi guarda, si dipartono vortici iridescenti, frammenti e brandelli d’immagini che vivono di luce propria, una luce proveniente dall’interno e dalla materia stessa: una materia stesa con tocchi rapidi e decisi, un puntinismo di delicata e sapiente esecuzione ma vivo e palpitante, quasi irruente. In questa mostra piacentina l’artista presenta vari periodi della sua produzione, compreso gli ultimi, quelli da lui stesso definiti “metamorfosi”, “In-segno” e “Tracce” (da cui il titolo della mostra) e sempre, anche in questi, compare la forma circolare o ellittica, forma non casuale ma fortemente legata al rapporto ancestrale e primigenio dell’uomo con la natura. A livello simbolico, infatti, il cerchio rappresenta la perfezione, l’omogeneità ed è espressione di continuità ed armonia. Inoltre la forma circolare è quella che meglio si presta a simboleggiare la ciclicità del tempo e della vita, del loro inarrestabile divenire.

La rassegna, che darà introdotta dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 24 febbraio.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Eventi

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