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mercoledì, Dicembre 1, 2021

Galleria Studio C, mostra personale di Gina Marziale “Mondi sospesi e incantati”

Alla galleria d’Arte Contemporanea “STUDIO C” di Piacenza, in via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 30 ottobre, alle ore 18, la mostra personale di Gina Marziale dal titolo “ Mondi sospesi e incantati”.
Nata a Roma, dove anche oggi vive e lavora, Gina Marziale è ormai un’artista affermata e dal curriculum prestigioso fatto di mostre importanti tenute in tutta Italia e nelle principali capitali d’Europa. Intenso e molto interessante anche il suo curriculum critico che comprende i nomi più prestigiosi del panorama culturale italiano. Da segnalare, tra l’altro, una recentissima relazione del prof. Claudio Strinati dal titolo “Gina Marziale e la dimensione simbolica, cosmica e spirituale delle sue opere”. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma, specializzandosi in “arte incisoria”, si è dedicata per oltre un ventennio all’insegnamento senza mai trascurare la pittura, sua grande, innata passione. Ma la grande esperienza maturata nel campo incisorio è stata di fondamentale importanza nella ricerca estetica della nostra artista, le ha fatto scoprire la meticolosità del particolare, a bilanciare nella giusta misura mondo grafico e mondo pittorico. Segno, gesto e colore sono così diventati gli elementi fondamentali della sua espressione, ciò che le hanno consentito di avviare la sua sentita e partecipata ricerca sui misteri del tempo e dello spazio, sui grandi segreti che sono alla base della vita e dell’esistenza. Pittura tutta d’emozione, questa, e tutta concentrata sull’ascolto delle intime pulsioni, dei sentimenti e delle sensazioni. Allora le sue opere, pur partendo quasi sempre da dati e annotazioni naturalistiche, finiscono per trasformarsi poi in vere e proprie visioni interiori e in palpitazioni emotive di forte intensità.
Nella sua espressione colpisce, innanzitutto, la forza libera e potente del colore, il controllo della forma e poi, soprattutto, la sua straordinaria capacità di saper unire, in un solo ed unico afflato, natura e cultura, cuore e ragione, riflessione e sentimento. Pittura che, nel suo evolvere, indaga le ragioni dell’essere e dell’esistere, ma capace altresì di ascoltare e indagare le voci intime e segrete della natura. E proprio la natura sembra essere la grande ispiratrice delle sue opere: rami, fossili, radici, microcosmi, sentieri e poi finestre aperte sugli spazi liberi dell’orizzonte, il mistero dei boschi e del loro silenzio rotto solo dal frusciare monotono delle foglie mosse dal vento. Ecco, tutto questo sembra essere la fonte principale della sua ispirazione e poi, ancora, la sua attitudine all’ascolto e la sua abilità nel saper cogliere i dettagli e i particolari per estrapolare da ogni cosa segni, tracce e memorie a cui conferire, poi, simboli e significati di una freschezza unica e imprevedibile. Così facendo il “ready-made”, l’oggetto riscoperto e ritrovato, per mezzo dell’arte e della creatività dell’artista, ritorna a nuova vita, acquista un nuovo linguaggio, si riveste di altri e diversificati significati. Dipinti che traggono spunto ed ispirazione dal mondo concreto e reale ma che, nel loro evolversi e nella loro realizzazione, finiscono per diventare luoghi mentali e fantastici, aperti all’immaginario e all’imprevedibile dove il tempo sembra essersi fermato per suggerire atmosfere delicate e sospese, oltre i limiti dei sensi e delle comuni percezioni. In essi si legge il richiamo alla vita, ai percorsi segreti dell’esistenza, ai misteri del destino. In certe opere, infatti, la linea e la costruzione geometrica sembrano di colpo interrompersi dando luogo ad una interessante ed imprevedibile metamorfosi segnica che si trasforma in pura riflessione cromatica dove tutto è luce e colore, vibrazione e profondità. In questi casi anche la materia utilizzata diventa morbida e pastosa e sugli sfondi si aprono improvvisi squarci di luce, fluttuanti e morbide pennellate, spontanee ed eleganti cascate cromatiche. Tutto, insomma, in questa bravissima artista, è luce e colore, e tutto si svolge e si risolve in una gradualità di toni e semitoni, di tinte calde e fredde, chiare e scure, che catturano l’osservatore per immergerlo in una dimensione che spesso diventa irreale, fantastica e sognante, capace di oltrepassare lo sguardo e spingersi oltre.
La rassegna, che sarà introdotta dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà l’11 novembre.

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Questo post è stato pubblicato da Piacenza Eventi

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