4.1 C
Parma
mercoledì, Gennaio 26, 2022

Galleria Studio C, mostra personale di Vincenzo Calì “Rebus”

Alla Galleria d’Arte Contemporanea STUDIO C di via G. Campesio 39 si inaugura oggi, alla ore 18, la mostra personale di Vincenzo Calì dal titolo “Rebus”.
“Il mio incontro con l’arte di Vincenzo Calì è avvenuto alla recente Triennale di Roma dove, per la terza volta consecutiva, ero stato chiamato a far parte della Commissione Scientifica. Mi ha colpito quel grande quadro dalle tinte forti e cangianti percorso da segni e crettature che campeggiava su una parete di Palazzo Borghese: una tecnica mista eseguita ad olio e acrilico con forti sciabolate di verdi, gialli e rossi. Sono tornato una seconda volta ad ammirare quel dipinto e poi la decisione di chiamare l’artista ad esporre nella mia galleria. Grande la mia sorpresa quando, entrando in modo più approfondito nella sua espressione artistica, mi sono trovato di fronte ad un mondo variegato e complesso, ad un percorso culturale ed esperienziale vario e interessante. Nato ad Aosta, dove anche oggi vive e lavora, Vincenzo Calì è sempre stato affascinato dall’arte, una passione incoercibile e irrefrenabile, la sua, che ha trovato nella pittura la strada ideale per comunicare emozioni, sensazioni e desideri, per trasmettere agli altri la propria visione della vita, del mondo e delle cose. E forse proprio per queste ragioni il nostro artista ha scelto di realizzarsi attraverso una formazione non accademica, ma libera ed autonoma, per essere fino in fondo se stesso, autentico e vero. Pittura, dunque, come scelta di vita, sfida alle convenzioni sociali, ricerca di verità. Un impegno creativo, quello di Vincenzo Calì, non condizionato dalle mode del momento ma che, al contrario, segue solo ed esclusivamente il filo delle sue emozioni e delle sue sensazioni, del suo “fare artistico” e che si traduce quindi in un eclettismo stilistico ed in un sincretismo pittorico che gli consentono di attingere liberamente da più parti e/o dai più svariati Movimenti artistici del nostro novecento. Così nella sua vasta produzione troviamo presenti tantissime e diversificate tecniche, dal disegno al pastello, dall’olio alle tecniche miste. Tutto questo rivela la sua grande esperienza e il suo grande mestiere acquisito in anni e anni di ricerca e di studio assiduo e costante. Lo stesso vale per il suo stile pittorico che, come dicevo appena prima, è vario e diversificato, libero e spontaneo. Così Vincenzo passa con disinvoltura dal Figurativo tradizionale all’Iperrealismo, dall’Espressionismo alla Pop-Art per giungere fino alla libera e sentita gestualità dell’Informale. Sempre, però, in ogni sua manifestazione prevale uno straordinario uso del colore, un cromatismo vivo e squillante che, per certi versi, sembra richiamare l’intensità dei Fauves e che dona luce, profondità e magia ad ogni sua opera. Forti, potenti e scenografiche sono inoltre le sue figure di evidente area Espressionista ma reinventate e interpretate con straordinaria freschezza e modernità. Qui il nostro artista rivela in modo chiaro ed evidente tutta quanta la sua sicurezza esecutiva e la sua indiscussa sensibilità interpretativa: queste figure portano dentro il peso della vita, le avversità del destino, le sconfitte e le delusioni dell’esistenza ma anche sensualità, gusto del bello e dell’armonia estetica. Nelle opere di questo artista, insomma, c’è sempre grande partecipazione e grande sensibilità interpretativa, anche quando affronta tematiche ed argomenti legati alla Pop Art: quando, cioè, con straordinaria abilità, traccia figure, profili e visioni che fanno parte dell’immaginario collettivo e del nostro vivere quotidiano. Qui i colori si accendono rivelando tutta la loro purezza e pulizia, mettendo chiaramente in evidenza contrasti, luci e forza espressiva. Si tratta di opere che, per le loro caratteristiche esecutive, sembrano richiamare i grandi interpreti di questo importante Movimento, ma recano dentro nuova vitalià e nuove, inaspettate soluzioni, diventano strada e percorso per dare nuovo valore e significato all’immagine potenziandone la forza evocativa. Pittura intensa e sentita, dunque, questa di Vincenzo Calì, fatta di forza espressiva e di straordinario gusto cromatico, ma anche di ricercata eleganza formale e di poetica leggerezza. Così le sue figure e i suoi soggetti, percorsi da miriadi di colori e attraversati da tagli improvvisi di luce, rivelano grande partecipazione emotiva unita sempre ad un approfondito e meditato studio interiore. Ogni tanto Vincenzo si cimenta pure nell’espressione Informale ricorrendo a tecniche raffinate e complesse, all’uso di materiali diversi e innovativi. Anche in questi casi l’artista rivela contenuti profondi, grande senso lirico e un gusto compositivo capace di attrarre e affascinare l’osservatore perchè accompagnato sempre da un’intima e profonda emozione, da una ricerca vera e concreta di libertà e di eterna giovinezza”.
La rassegna, che sarà illustrata dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 23 dicembre.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Eventi

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Latest article