Herno lancia la label green “Globe” e apre il primo flagship a Londra

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Herno sempre più green. Il brand piemontese di capispalla ha scelto il palcoscenico di Pitti Uomo per presentare la sua nuova etichetta ecosostenibile, denominata Globe, che debutta con la primavera/estate 2020 e con quattro capi iconici del guardaroba maschile: un gilet, un parka, una giacca militare e un bomber con cappuccio.

Herno Globe, primavera/estate 2020  
“Per il momento le proposte sono uomo e donna, in futuro potremmo inserire anche il bambino”, ha anticipato a FashionNetwork.com Claudio Marenzi, patron del marchio. “Sono capi realizzati con tessuti in materiali riciclati e riciclabili, tinti con colori naturali estratti, ad esempio, da ortaggi e da frutta. Da anni siamo impegnati in ottica sostenibile, abbiamo quindi pensato di riunire tutti i nostri progetti in quest’ambito sotto un’unica label, che li inglobi tutti: da qui il nome Globe, che rimanda anche al nostro pianeta, il globo terrestre”.
 
Tutti i modelli della nuova linea Herno Globe sono realizzati in tessuto composto per l’84% da nylon riciclato, così come zip e bottoni; l’imbottitura è realizzata con piume recuperate. Le tinture prevedono il 50% di componenti di origine vegetale: la buccia di cipolla come colore base e per i gialli, l’uva per i viola, il carbone di bamboo per i grigi e i neri, le live per i verdi e le foglie di indaco per i blu.    
 
Sul fronte distributivo, Herno aprirà tra circa un mese il suo primo monomarca a Londra: un flagship di 300 metri quadrati su tre piani in Bond Street, posizione strategica per lo shopping della capitale inglese, che ospiterà tutte le linee del marchio. “Abbiamo mantenuto il posizionamento di alto livello dei nostri store di Milano, Parigi e New York”, ha precisato Marenzi.
 
Herno ha chiuso il 2018 con un fatturato di 113 milioni di euro, in crescita di circa il 15% sul 2017, e prevede anche per quest’anno un incremento a due cifre; la donna rappresenta quasi il 70% del giro d’affari in totale, l’uomo il 25% e il bambino il restante 5%. L’Italia pesa sulle vendite globali per il 25%; il primo mercato estero è il Giappone (17%), seguito dagli USA (15%), mentre in Europa il primato delle vendite è in Germania.
 
Interrogato sull’andamento della moda maschile, che nel 2018 è cresciuta più del previsto, Marenzi ha commentato: “Sono tendenzialmente una persona ottimista, ma bisogna anche essere realisti: stiamo crescendo, ma meno di quello che potremmo fare, e la situazione internazionale è pericolosa”.

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Il lavoro è la parola d’ordine della terza edizione di Apritimoda, che aprirà alla città meneghina, il 18 e 19 maggio, laboratori e luoghi di produzione di 12 maison del lusso, tra cui Armani, Moncler, Prada e Versace.

Il lavoro protagonista a Milano di Apritimoda

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