I covoni di Monet segnano record a 110 milioni di $

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Il catalogo serale d’arte impressionista e moderna proposto da Sotheby’s il 14 Maggio a New York ha superato le attese, portando un ricavo di 350 milioni di dollari, oltre la stima alta di 333 milioni di $ dopo l’aggiunta delle commissioni, con solo 5 lotti invenduti sui 55 offerti.

Monet e gli Impressionisti
Quasi un terzo del ricavo totale della serata è dovuto ad un solo lavoro, una delle celebri composizioni di Claude Monet raffigurante i covoni; ‘Meules’ del 1890 fa parte di una serie di 25 lavori con lo stesso soggetto, tutti dipinti fra il 1890 e il 1891, di cui solo otto rimangono in mano private. La tela raffigura un campo soleggiato occupato da due caratteristici covoni di grano dai toni viola e blu.

Il quadro faceva già parte della collezione Palmer fino alla vendita in asta nell’ormai lontano 1986 per una frazione del realizzo attuale, circa un quarantesimo…

La lunga contesa ha portato il lavoro a raddoppiare la stima a richiesta di 55 milioni di $, fermandosi a 110,7 milioni con le commissioni. Monet si unisce quindi al ristretto ‘club’ degli artisti che hanno superato la soglia psicologica dei 100 milioni, portando per la prima volta un lavoro impressionista oltre quel valore. Il lavoro di Monet faceva parte di una collezione di otto opere vendute a fini caritatevoli, tutte garantite dalla casa d’aste e in diversi casi anche da parti terze, come il Monet, nonché un lavoro di Signac del 1903 raffigurante Antibes, aggiudicato ad un collezionista americano per 7,7 milioni, oltre la stima di 4-6 milioni di $. La collezione ha portato un totale di 129,5 milioni di $.

A completare il successo delle opere del primo Impressionismo del XIX secolo vi è una veduta parigina di Gustave Caillebotte del 1878, proveniente dalla collezione Levy, che ha superato agilmente la stima alta di 8 milioni per sfiorare 14 milioni di $. La collezione Levy in totale ha realizzato 26 milioni di $, con quattro lavori venduti fra cui una tela di Gauguin del 1887 che fotografa il suo viaggio in Martinica fra palme e donne locali, finita in Asia per 8,2 milioni di $, appena sopra la stima alta dopo l’aggiunta delle commissioni.

Successo per gli anni ‘60 di Picasso

Ben tre dei sette lavori di Picasso (uno è stato ritirato prima dell’asta) hanno portato realizzi fra i primi dieci lotti, per un ricavo complessivo di ben 93,5 milioni di $. A prevalere questa volta non sono stati i sempre ricercati dipinti degli anni ’30 o cubisti o di inizio ‘900, ma la ben più tarda produzione verso al fine della sua lunghissima vita. Si tratta di un periodo che fino a pochi anni fa non veniva considerato particolarmente degno di attenzione da parte del collezionismo sofisticato europeo ed americano, consapevole della preminente produzione per il mercato del celebre artista e della ripetitività dei soggetti ritratti. I risultati recenti certificano come il mercato sia cambiato, probabilmente anche grazie all’influsso di compratori dall’Asia.

La grande tela del 1962 raffigurante la moglie Jacqueline con l’amato cane levriero afghano Kaboul, ha sfiorato 55 milioni di $, facendo sicuramente felice il venditore giapponese che la teneva da quasi 30 anni e superando di gran lunga la stima di 25-30 milioni. Secondo informazioni della casa d’aste il compratore è la società Wynn Fine Art, che sembrerebbe essere associata al ‘Re del casinò’ e grande collezionista (soprattutto di Picasso) Steve Wynn.

Finisce, invece, in Asia il ‘Moschettiere con pipa’ del 1968 che ha sfiorato 21 milioni, superando la stima bassa di 20 milioni di $ solo grazie all’aggiunte delle commissioni, mentre è passato di mano a 8 milioni di $ l’unico dei tre Picasso protetto da una garanzia di parte terza, un nudo femminile con cappello raffigurante la seconda moglie Jacqueline del 1965, stimato 6,5-8,5 milioni di $.

Bouguereau invenduto

Fallisce l’invero discutibile esperimento della casa d’aste di proporre un dipinto accademico all’interno di un catalogo dedicato proprio agli artisti ‘rifiutati’ dalle Accademie del XIX secolo. L’enorme tela di William Bouguerau dipinta nel 1884 ed esposta al Salone ufficiale in quell’anno, raffigurante il tema mitologico dell’infanzia di Bacco, avrebbe trovato miglior posto in un catalogo di pittura classica, nonostante il catalogo suggerisse collegamenti con Matisse, Picasso e Koons. Non si sa se sia stata la stima ‘mostruosa’ di 25-35 milioni di $ o la dimensione di oltre 3 metri per 6 della tela o il soggetto e lo stile ‘fuori moda’: in ogni caso il lotto non ha raggiunto nemmeno i 18 milioni richiesti dal banditore, probabile prezzo di riserva.

Le aste proseguono ora con i cataloghi di arte del dopoguerra e contemporanea.

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