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lunedì, Novembre 29, 2021

“Il centrodestra ha bisogno di allargarsi. Non giochiamo di rimessa, indichiamo prospettiva alla città”

Elezioni 2022, per FdI Piacenza non può attendere. Lo ha detto chiaramente il parlamentare Tommaso Foti, chiudendo in Sant’Ilario la prima riunione di simpatizzanti e iscritti dopo le limitazioni covid.

“L’amministrazione Barbieri ha lavorato un terzo in meno di quello che avrebbe potuto: siamo stati penalizzati all’inizio dall’indagine della Guardia di Finanza (i furbetti del cartellino, ndr) e poi dal covid. Voglio ricordare che nel 2017 – dice Foti – non abbiamo vinto per grandi numeri. Avevamo una concorrenza forte, all’interno del centrodestra, con Massimo Trespidi. Abbiamo vinto per la candidata e perché c’era a una forte insoddisfazione nei confronti dell’amministrazione precedente”. Detto questo, Foti invita a non vivere di rendita di quanto ottenuto nel 2017. “A chi non sente che c’è gente di centrodestra insoddisfatta, e con arroganza dice ‘noi siamo stati migliori’, io rispondo state attenti. Abbiate il coraggio di dire che avremmo fatto molto di più se avessimo usato i 5 anni di mandato, anche i progetti ne risentono, occorre pensare Piacenza del post covid”.

Foti, che interviene dopo tutti i principali esponenti del partito, nel corso della serata condotta da Marco Colosimo, affiancato sul palco da Franco Albertini e Giancarlo Tagliaferri, seguito da Filippo Bertolini, Gloria Zanardi, Sara Soresi, Nicola Domeneghetti, Giancarlo Migli, Erika Opizzi, Andrea Gabbiani, indica i temi da affrontare.

Che sono tanti: il nuovo ospedale, le scuole elementari – da rivedere sulla scorta delle nuove esigenze emerse appunto durante l’emergenza sanitaria -, la logistica “che va governata” dice Foti, perché ha messo in atto meccanismi anche commerciali dai quali non si può tornare indietro, evitando “di andare dietro alla demagogia di gente che non ci voterà mai. Occorre dare – ribadisce il parlamentare – una risposta da centrodestra a un tema importante”.

“Fdi se è primo partito, le responsabilità se le deve prendere. Stiliamo un programma con sette – otto dieci punti, ma che si facciano” incalza. Altri temi da approfondire sono la viabilità, con un netto incremento di incidenti, anche mortali, in città e l’ex Pertite. Dove la trattativa “che ha superato il limite” è ferma perché il ministero della Difesa, “affidato al Pd Guerini”, non consegna i 40mila metri quadrati richiesti per realizzare il parco.

“O i temi li anticipi con forza o giochi di rimessa, e hai già perso. Il centrodestra ha bisogno di allargarsi, voglio ricordare che a Piacenza c’è il doppio turno e qualcuno non ha ancora capito che da un sistema tripolare siamo tornati al bipolarismo. Le candidature saranno di centrodestra e centrosinistra, evitiamo qunato accadde con il “Guidotti due” e con Dario Squeri, con liste che ci tolsero voti e ci penalizzarono al secondo turno”.

Per Foti va ridefinito un perimetro politico che rinsalda il centrodestra ‘scomposto’ nel 2017. “Voglio essere chiaro sotto laspetto programmatico, il centrodestra non può attendere, sta a noi indicare prospettiva alla città. Perché dobbiamo aspettare il candidato sindaco del centrosinistra? Tra l’altro può essere più pericoloso il signor nessuno del signor qualcuno. Non dobbiamo fare notizia ma una politica che convinca i piacentini che il centrodestra non sia fenomeno di altenanza politica, ma che va votato perché ha le idee chiare. Noi forse ci troviamo nella condizione più favorevole, perché abbiamo il già candidato”.

Rispetto al caso Caruso, dice Foti “essere buoni è un conto, essere disponibili è un conto, esserci assunti responsabilità anche non nostre è un atto di responsabilità politica. Detto questo, il primo che associa il caso Caruso a Fratelli d’Italia ne risponde in tribunale”, attacca il parlamentare che contesta la decisione di ospitare alla Cgil Mimmo Lucano, condannato in primo grado a 13 anni, così come il sostegno accordato a manifestazioni, come quella del febbraio 2018, che hanno visto il ferimento di un carabiniere.

“Le regole del gioco sono queste, noi abbiamo avviato un percorso che va finito – conclude -, occorre avere l’umiltà di accettare le critiche. Non possiamo fare un risultato sotto i 18 per cento, una percentuale che non si raccoglie facilmente: ci vuole una lista forte, senza la conservazione dell’esistente”. Ma serve, conclude Foti, spirito di servizio e senso del ruolo che si va a ricoprire in consiglio comunale – cosa che è mancata, osserva, ai candidati della società civile – sia in maggioranza che all’opposizione.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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