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mercoledì, Dicembre 7, 2022

Il congresso del Pd pesa sulla scelta del candidato. Si affaccia l’ipotesi rinvio

La partita del congresso provinciale del Partito Democratico piomba come un macigno sul tavolo politico di Alternativa per Piacenza. Alle prese con la scelta più importante, quella del candidato della coalizione da contrapporre al centrodestra del sindaco Patrizia Barbieri. Sempre più nette si delineano due scuole di pensiero in casa dem.

La prima è quella di chi vuole chiudere con la scelta del portacolori entro Natale (come annunciato più volte dal tavolo politico di ApP), prima del congresso previsto per gennaio (imposto da Roma su tutti i territori locali) che potrebbe mutare i precari equilibri interni e che vedrà un nuovo segretario, visto che quello uscente Silvio Bisotti non si ricandiderà. L’individuazione rapida di un portacolori è strettamente connessa anche a un altro obiettivo: dare un respiro lungo alla campagna elettorale, con più tempo per costruire il programma intorno alla figura del candidato, salvaguardando il progetto politico unitario di Alternativa per Piacenza.

La seconda scuola di pensiero è quella che vorrebbe attendere il congresso prima di qualsiasi pronunciamento rispetto alla candidatura, da rinviare dunque a febbraio, trasformando l’assise interna al Pd in una discussione (e in una conta, viste le diverse disponibilità finora manifestate) sul miglior portacolori da proporre.

E’ evidente che la parte attendista del Partito Democratico, che non ha mai guardato con troppa fiducia al percorso politico seguito sin qui, punta a rimescolare le carte (e i candidati fin qui usciti allo scoperto), perchè presume che dopo il congresso si possano compiere scelte più legittimate anche rispetto al resto della coalizione. E considera che avviare la corsa elettorale tra febbraio e marzo non sarebbe un fattore di svantaggio, molto probabilmente puntando su una personalità già sufficientemente conosciuta.

Sullo sfondo c’è sempre l’ipotesi primarie, che potrebbero risolvere i nodi politici e quelli di natura personale che imbrigliano tuttora il Pd, ma per andare a consultare gli elettori di centrosinistra servono i candidati. Possibilmente motivati e con idee (distinte) al seguito. In questo senso il quadro è ancora da comporre.

Cosa può succedere allora? Stasera dall’ennesima direzione Pd potrebbe arrivare qualche indicazione più chiara, in particolare se nei prossimi giorni arriverà il candidato unitario, o bisognerà ancora una volta rinviare tutto.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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