Il Fuorisalone 2019 visto per voi / 3

designatlarge fuorisalone 2019 sara ricciardi
designatlarge fuorisalone 2019 sara ricciardi

Eventi, installazioni, prodotti della Milano Design Week 2019. Una selezione commentata di progetti visti di persona (parte 3)

Leonardo Horse Project, Ippodromo di San Siro, Piazzale dello Sport

Una bella occasione per vedere anche il grandioso Cavallo in bronzo che Leonardo disegnò come opera d’arte e anche sfida ingegneristica (provate a chiedervi come fa a stare in piedi, con le due gambe sollevate, nonostante il peso!). Che non fu realizzato dopo la progettazione (nel 1490) ma nel 1999 dalla scultrice Nina Akamu (perché il bronzo che doveva essere destinato alla scultura ideata pr Francesco Sforza è stato utilizzato per realizzare ben più prosaici cannoni per combattere i francesi). Un luogo magico. La mostra rimarrà all’Ippodromo fino a maggio. Dopo maggio, i Cavalli verranno insediati in diversi luoghi della città.

L’ile de Serge, di Sara Ricciardi, via Santa Marta 21, 5Vie

Raccontare il processo di produzione di un’azienda non è semplice. Farlo in modo poetico, poi, è una sfida che richiede non solo una buona dose di creatività ma anche una comprensione e passione intima per i processi produttivi. Ce l’ha fatta Sara Ricciardi con l’Ile de Serge: un’isola di pace e relax che, dice lei, “sembra un rendering color pastello e si può fotografare e riempire di animaletti scaricando le GIF animate con l’hashtag #iledeserge su Instagram”. Realizzata con i materiali compositi (e riciclabili) che Serge Ferrari impiega per arredi, yacht, strutture outdoor in tutto il mondo, è un luogo magico che però racconta il divenire del processo industriale (i suoni che sentite sono quelli della produzione, registrati dalla designer).

Tod’s No Code Shelter, a cura di Andrea Caputo, Spazio Cavallerizze, Museo della Scienza e della Tecnologia, via Olona 6bis

Otto creativi che raccontano la loro visione sul cambiamento. Otto modi di vedere la relazione tra passato e presente, tra tecnologia e saper fare. Una carrellata di ispirazioni da ascoltare (sono tutte su video) in otto rifugi: degli shelter ispirati a quelli che un tempo gli uomini usavano come abitazioni e che Andrea Caputo ha reinterpretato in modo diversi. Una bella occasione per ispirarsi (i nomi sono tutti top e i racconti che fanno sono poetici, affascinanti, coinvolgenti).

 Un-learn / Re-learn, Base Milano, via Bergognone 34

Come nasce un gioco di società? E che occasioni può offrire questo settore – in crescita esponenziale – ai giovani illustratori e designer? Considerando che il salone del fumetto di Lucca registra in 5 giorni più visitatori di quanti ne abbia la Biennale di Venezia in 6 mesi (e 100mila in più del Salone del Mobile) la domanda è meno irrilevante di quanto non sembri. Per questo una visita a Un-learn, Re-Learn al Base potrebbe aprire gli occhi a molti. Perché qui la Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco mette a disposizione di chi vuole contribuire nella creazione di un gioco di società, l’expertise di Spartaco Albertarelli (guru indiscusso del settore). Nonché una marea di penne, acquarelli, cartoncini e tutto quanto serve per sbizzarrirsi nella creazione di qualcosa di bello, da condividere insieme. Il gioco si chiama CastelliInAria.

Tomas Saraceno al Planetario (e l’installazione di Bulgari in uscita)

Ci sarà la coda ma per una ragione. Perché quello che vedrete nello spazio buio del Planetario è semplicemente meraviglioso: le tele di ragni (che Tomas Saraceno alleva e studia da anni, insieme a un team di ricercatori) conservate in teche di plexiglass e illuminate nel buio assoluto del Planetario. Il legame che si crea con la volta celeste (guardate in alto!) è bellissimo. Perché le ragnatele sono collegate a sistemi che traducono il movimento degli insetti in suoni, che – dice Saraceno – producono a loro volta vibrazioni come onde gravitazionali. Bellissima anche l’installazione di Bulgari per i 20 anni del suo anello più iconico: raccontato in un tunnel e in una torre che sono un susseguirsi di esperienze immersive che lasciano a bocca aperta.

Elle Decor at Work, Palazzo Bovara, Corso Venezia 51

Mi piacciono sempre i progetti che inseriscono la tecnologia in spazi che hanno un look non da navicella spaziale. E l’ufficio è il luogo dove è più importante farlo. Sono anni che Elle Decor si incentra su questo tema e l’installazione del Fuorisalone 2019 (con DWA Design Studio per l’exhibition design, AKQA per l’interaction e Marco Bay per il verde) è un toccasana per chi lavora. Perché qui gli ambienti sono pensati a partire dalle persone, propongono soluzioni di personalizzazione, accompagnano le nuove abitudini. Lo fanno con la tecnologia ma soprattutto con il buon gusto. Un luogo che piacerà soprattutto al grande pubblico, che avrà la possibilità di toccare, sperimentare, vivere in prima persona (nel video, l’esperienza di interazione che apre l’installazione).

- Advertisement -