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giovedì, Dicembre 1, 2022

Il nuovo esecutivo di Berra “Serve riscossa alla città, candidato entro 20 giorni”

Nuovo esecutivo e nuova direzione subito a fianco del neosegretario provinciale Carlo Berra. Il Partito Democratico che giovedì sera ha riunito l’assemblea scaturita dal congresso provinciale ha fretta di ripartire, anche perchè il tempo a disposizione è quasi esaurito. Stiamo parlando della scelta del candidato a sindaco alle comunali di Piacenza, che dovrà essere individuato nell’arco di 15-20 giorni, come ha sottolineato lo stesso Berra nel suo primo intervento da segretario eletto. La squadra che lo affiancherà è tutta espressione della sua mozione, ma la gestione unitaria con la parte perdente che ha sostenuto Paola Gazzolo (col 43 per cento) resta comunque un obiettivo da raggiungere “in tempi non lunghi”.

Ecco la composizione dell’esecutivo “snello” voluto da Berra: Elisabetta Rapetti vicesegretario, Giorgia Buscarini (organizzazione e comunicazione), Luca Quintavalla (enti locali), Patrizia Calza (welfare sanità), Matteo Bocchi (urbanistica), Beatrice Ghetti (impresa e lavoro), Andrea Capellini (giovani e ambiente), Silvio Bisotti (delega speciale su coalizione e rapporti politici) e infine la responsabile della conferenza delle donne da designare. Le altre cariche votate all’unanimità sono la presidente dell’assemblea, Tiziana Albasi, Andrea Fossati tesoriere e la commissione di garanzia composta da Gaetano Bonetti, Rita Piva, e Luigi Bassi. Votata all’unanimità anche la direzione provinciale composta da 40 membri suddivisi sulla base del risultato congressuale.

Nella sua relazione il neo segretario Carlo Berra ha sottolineato il valore della partecipazione al congresso, caratterizzato da “un confronto civile e non banale”. “Ci siamo condizionati reciprocamente nel dibattito con Paola Gazzolo, siamo due profili diversi ma dall’appartenenza comune al Pd, un partito plurale con approcci articolati”. “Non posso non partire – ha esordito – dalla crisi internazionale che sta vivendo l’Europa, occorre scongiurare la guerra. Nella crisi in atto non è solo in gioco l’Ucraina, ma un assetto complessivo del mondo, siamo dentro una nuova guerra fredda, uno scontro tra potenze. Dobbiamo lavorare perché l’occidente sia unito, qualcosa si può fare anche da Piacenza, perchè non possiamo consegnarci all’impotenza”.

“Le scadenze del Pd più urgenti sono naturalmente legate – ha proseguito – alle elezioni amministrative della primavera, dobbiamo proporci di riconquistare comuni perduti. Insieme a questo appuntamento elettorale ci saranno anche i referendum ammessi dalla Corte Costituzionale, quelli sulla giustizia. La mia opinione è che su sui temi della giustizia di fronte alla riforma della ministra Cartabia ci sia la possibilità di superarne due, se il Parlamento lavorerà seriamente. Sul quesito non ammesso sull’eutanasia trovo la sentenza ineccepibile, perchè è un tema troppo serio per farlo diventare oggetto di una contesa politica ed elettorale. La parola deve essere del Parlamento, c’è una legge in discussione e quello è il campo vero dove affrontare argomenti estremamente sensibili”. E poi l’attenzione si è spostata sul locale: “Il tema chiave per noi sono le comunali di Piacenza, credo che la campagna elettorale sarà più difficile e delicata non solo per gli eventi giudiziari che hanno colpito tutti. Per questo le procedure per individuare il programma, la coalizione e il candidato non potranno che essere più complesse del solito, con più impegno e più coinvolgimento, richiesti da una situazione eccezionale”.

Assemblea Pd

“In Alternativa per Piacenza – ha fatto notare – si è sviluppata una discussione importante sul programma, ma non si è arrivati a una sintesi in particolare su alcuni dossier, a causa di differenze significative. Questo lavoro va recuperato, anche per riaprire un dialogo politico con tutte le parti del centrosinistra inteso in senso lato. Il luogo di discussione del programma è la città, e il circolo cittadino ha un ruolo importante”. “Occorre costruire anche lo schieramento politico, oggi ci sono col Pd, Articolo Uno, la lista civica e i Moderati di Colla, ma bisogna sondare anche altre forze, come Azione e Italia Viva, per allargare il campo che abbia come baricentro il Pd. Dobbiamo essere molto aperti in questo senso”. E infine il passaggio cruciale: “L’individuazione del sindaco è l’aspetto più importante, al momento non c’è il candidato, a dispetto di tutte le indiscrezioni di stampa. Ci vuole una persona competitiva, in grado di vincere, civico o politico che sia, perchè è una discussione di lana caprina. In 15-20 giorni dobbiamo arrivare a questa scelta in maniera unita, è fondamentale dare il segno e arrivare a una riscossa del centrosinistra di cui la città ha bisogno”. Infune un passaggio sul partito: “Il tesseramento non è qualcosa di desueto, è fondamentale perché la fonte principale del nostro finanziamento, credo che l’obiettivo di 1500 iscritti in città sia alla nostra portata. Ci sono due situazioni da affrontare di estrema urgenza sul territorio piacentino, la sanità e il nuovo ospedale, e la logistica e il lavoro con i diversi fronti aperti in città e in provincia”.

Nel suo intervento di congedo, il segretario uscente Silvio Bisotti ha sostenuto che “il Pd ha resistito in un periodo difficile”. “Dobbiamo sempre sforzarci di contestualizzare – ha rimarcato – in un quadro più ampio le dinamiche locali, nella crisi della politica e del modello di democrazia. In tutto questo il Pd a Piacenza è determinante ed un bene prezioso. Dobbiamo consolidare un modello di partito aperto e fondato sulla democrazia interna, orgoglioso della sua identità”.

Paola Gazzolo

Paola Gazzolo, che con la sua mozione ha ottenuto il 43 per cento dei voti degli iscritti, non ha chiuso la porta alla collaborazione per il bene del partito. “Abbiamo vissuto un congresso rapido ma entusiasmante, con la voglia di rilanciare il partito. Una vitalità che dobbiamo imprimere anche alla nuova fase. È stato un congresso vero e che ha indicato la strada della ripartenza, nel valore della partecipazione. La ricerca che deve accomunarci tutti é quella dell’unitarietá dell’agire. Oggi non ci sono le condizioni per una gestione unitaria del partito che sarebbe solo di facciata. Serve una vera condivisione e corresponsabilità nel partito, che per noi sono un punto di arrivo. Vincere le elezioni del comune di Piacenza deve essere il nostro obiettivo unitario e il terreno di prova anche per la gestione del partito. La minoranza sarà funzionale a questo rilancio”.

Assemblea Pd

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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