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lunedì, Novembre 29, 2021

Il “piccolo gioiello” di Donizetti al Municipale con il cameo della Zanicchi

Nel cinema non sono rari i casi di film girati sul set di altri film per dipingere spaccati di satira e di costume. Che ciò sia avvenuto addirittura circa due secoli fa anche nell’arte della lirica per la geniale intuizione e creazione del grande musicista Gaetano Donizetti è stata, per noi, una piacevole sorpresa. Questo avviene in “Convenienze ed inconvenienze teatrali” andato in scena venerdì 19 novembre al Teatro Municipale di fronte ad un pubblico, in verità non numeroso, che ha particolarmente gradito questa pièce tributandole un successo ed un applauso non solo sorprendente ma addirittura clamoroso.
Probabilmente questa opera (ingiustamente) assai poco rappresentata non è stata recepita nella giusta ottica. Qualcuno si aspettava una specie di musical o un’operetta allegra con musica divertente e comicità nei dialoghi, eppure un geniale musicista come Gaetano Donizetti, capace di musicare 77 opere, la maggior parte autentici capolavori, avrebbe dovuto suggerire una maggiore attenzione e curiosità.

”Le convenienze ed inconvenienze teatrali” è invece un’opera lirica con della bellissima musica e con un libretto davvero particolare (alla cui stesura originale ha partecipato lo stesso musicista) che ha subito tante modifiche e variazioni nel tempo e che le subisce tutt’ora per meglio rendere al meglio ed aggiornato lo spaccato di satira comica.
Con questa opera, andata in scena la prima volta a Napoli nel novembre del 1827, Donizetti fa da spartiacque tra l’opera buffa di stampo Rossiniano (al genio di Pesaro l’autore dedica la prima parte con musica raffinata, seria ed elegante) e l’incipiente romanticismo che traspare in brani musicali tipicamente donizettiani che poi troveremo in altre opere più celebri. Il tutto sempre in chiave comica con personaggi fantasmagorici dall’aspetto paradossali ma ugualmente credibili. L’affidare poi la parte principale, la dominante Agata ad un uomo, in questo caso un baritono, è trovata quanto mai riuscita.

Due ore quindi di trascinante musica con intrecci di situazioni tipiche nell’allestimento e nella preparazione di un’opera teatrale divertente ed un delizioso balletto rendono lo spettacolo gradevolissimo soprattutto grazie alla bravura ed all’autentico talento di tutti i protagonisti tra i quali, però, il baritono Marco Filippo Romano si conferma tra i migliori (se non il migliore) interpreti in assoluto nell’arengo internazionale dell’opera buffa. Splendida voce chiara, corporea e squillante, interprete sopraffino con trovate di irresistibile comicità, la sua Agata è davvero esilarante e di grandissimo pregio. Il trionfo finale che il pubblico gli ha tributato è dunque pienamente meritato. La Corilla di Giuliana Gianfaldoni è un saggio di bel canto che poggia su di una voce delicata ma incisiva capace anche di apprezzabili sottigliezze.
Attorno a questi due mirabili interpreti tutti gli altri cantanti sono stai convincenti e degni di lode; alcuni, come Silvia Beltrami, Paola Lecci, Nicolò Donini o Matteo Desole autentiche sorprese mentre elogi incondizionati per canto e movimenti meritano i vari Andrea Vincenzo Bonsignore, Stefano Marchisio, Dario Giorgele ed il piacentino sempre impeccabile Juliusz Loranzi. Tra gli interpreti si dovrebbe aggiungere anche la popolare e simpaticissima Iva Zanicchi che ha imbastito qualche nota con un acuto finale coraggioso ma ugualmente apprezzato.

Iva Zanicchi

Tutto lo spettacolo, a nostro avviso, è stato un piccolo gioiello; dalla splendida regia di Renato Bonajuto, che ha saputo trasportare con efficacia ai giorni nostri la pungente satira di un tempo adattandola alle moderne situazioni, alle scene illuminanti e gioiose di Danilo Coppola, ai costumi di Artemio Cabassi, alle luci di Michele Cremona alle coreografie di Riccardo Buscarini.
La parte musicale ha avuto nell’Orchestra Filarmonica Italiana una esecutrice di consumata qualità ben diretta dal maestro Giovanni Di Stefano.
Concludiamo con un elogio incondizionato al coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto dal maestro Corrado Casati. Il nostro coro ha raggiunto, ormai, livelli artistici di notevole spessore: oltre a indubbie qualità vocali e musicali gli interpreti si muovono in scena con consumato mestiere ed appropriati movimenti contribuendo sensibilmente al successo dello spettacolo.
Luigi Carini

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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