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mercoledì, Febbraio 8, 2023

Inchiesta corruzione, Castelli in Tribunale: “Ho sempre agito nell’interesse della mia comunità”

Proseguono gli interrogatori di garanzia al Tribunale di Piacenza per gli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione della Procura della Repubblica di Piacenza.

Nella mattinata è arrivato dal carcere delle Novate il sindaco di Cerignale Massimo Castelli accopagnato dal legale Stefano Marchesi. Castelli si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha voluto rilasciare una dichiarazione spontanea: “Tutto quello che ha fatto l’ha fatto nell’interesse della comunità e non per interesse personale. Punto” – ha specificato l’avvocato Marchesi.

“Data la complessità e l’articolazione delle imputazioni dell’ordinanza, – ha detto l’avvocato – Castelli si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha rilasciato spontanee dichiarazioni, in attesa di un suo approfondimento dei vari capi di imputazione, che sono tanti e alcuni risalgono a parecchi anni addietro. C’è la necessità di fare mente locale da parte del nostro cliente e ripercorrere gli eventi che si sono succeduti nel tempo”.  Quanto alle misure cautelari, il legale ha precisato che per Castelli è stata chiesta la detenzione domiciliare.

L’arrivo di Castelli in Tribunale

IN AGGIORNAMENTO

Nella giornata di lunedì erano stati sentiti i due imprenditori finiti in carcere, Nunzio Susino, difeso dall’avvocato Paolo Fiori, e Maurizio Ridella, difeso dagli avvocati Francesco Centonze e Giovanni Miozzari del foro di Milano. Sia Susino che Ridella si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Nella mattinata di giovedì 10 febbraio la maxi operazione dei carabinieri e della Procura ha scosso la comunità piacentina, con perquisizioni nei Comuni dell’Alta Valtrebbia, da Travo a Zerba, a Ferriere, così come nella sede della Provincia e del Comune di Piacenza, oltre che nelle abitazioni e uffici di 34 tra amministratori, imprenditori, tecnici comunali e imprese. Undici gli arresti: le accuse a carico delle persone in custodia cautelare sono a vario titolo di associazione per delinquere, concussione, corruzione, abuso d’ufficio, traffico di influenze illecite, turbata libertà degli incanti e della libertà del procedimento di scelta del contraente, frode nelle pubbliche forniture, falso materiale e falso ideologico commesso dal Pubblico Ufficiale, truffa e voto di scambio.

Sono state eseguite 4 custodie cautelari in carcere, 7 custodie cautelari agli arresti domiciliari, un divieto di dimora, 2 commissariamenti giudiziari d’azienda e 1 misura interdittiva del divieto di contrarre con la p.a. nei confronti di una società.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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