2.3 C
Parma
sabato, Dicembre 4, 2021

Insoliti contenitori d’arte

Architettura e opere d’arte, contenitore e contenuto, involucro e collezione: i musei si fanno landmark. Plasmano il territorio e rispondono alle nuove esigenze del visitatore con percorsi stimolanti e spazi destinati a una fruizione culturale che diventa esperienza di viaggio. Eccone tre, nella campagna che si stende intorno a Parma, tappe di un percorso artistico e antropologico, dove insieme agli oggetti conta l’idea

Arte in abbazia

Custodisce una delle più vaste raccolte italiane d’arte, fotografia e design: con circa 12 milioni di opere che raccontano la contemporaneità attraverso gli oggetti del comunicare, lo CSAC è uno spazio multifunzionale. Fondato nel 1968 dal professor Arturo Carlo Quintavalle è all’interno della suggestiva Abbazia di Valserena, nota come la Certosa di Paradigna. A guidarlo oggi è Michele Guerra, assessore alla cultura di Parma e vicedirettore di Csac: “Uno spazio unico in Europa, pensato per conservare la memoria della cultura visiva e progettuale del Novecento italiano e non solo. Un luogo di riflessione e di elaborazione culturale”. È diviso in cinque sezioni che dialogano tra loro: arte, fotografia, moda, media e progetto. Da un lato, il volto accademico e istituzionale: “Risponde all’esigenza di conservare e catalogare il patrimonio culturale grazie a un sistema all’avanguardia che mette in relazione opere e documenti per rendere più fluide e trasversali le ricerche”, precisa Guerra. Dall’altro la vocazione turistica: “Si esprime nella condivisione degli ambienti e dei contenuti attraverso mostre temporanee, pubblicazioni di libri e cataloghi”. L’esposizione permanente è in grado di rinnovarsi all’infinito: può attingere al repertorio visivo dell’Archivio i cui materiali vengono esposti a rotazione. L’abbazia cistercense è del XIII secolo, completamente ristrutturata ha servizi di accoglienza e ospitalità.

       

TIPS

Locande, agritur e b&b – Agriturismo Il mondo

Nella campagna di Parma, non lontano dall’Abbazia di Paradigna, l’agriturismo è all’interno di un rustico che un tempo ospitava attrezzi agricoli. Le stanze, luminose e colorate, si affacciano sul giardino. Intorno si stende la produzione agricola e un frutteto biologico con albicocche, pere, mele, pesche, susine e piccoli frutti con cui vengono prodotte marmellate.

La buona tavola – Le viole

Le sale sono all’interno di un antico casolare con un grazioso dehor. Nella trattoria, creata dalle sorelle Lucia e Rosanna Petrera,  si respira la tradizione, con qualche eccezione alla regola. Si seguono stagionalità, equilibrio e un’attenta presentazione. L’ambiente è accogliente, dall’eleganza discreta. Da non mancare, il savarin di riso.

In dispensa – Caseificio San Pier Damiani

A pochi chilometri dallo Casc di Paradigna, il Caseificio San Pier Damiani è un’eccellenza nella produzione di parmigiano Reggiano dal 1846. Latte di qualità, l’abilità dei maestri casari e la meticolosa cura nella lavorazione ne fanno un indirizzo speciale. Alla guida, la famiglia Delsante che unisce passione e professionalità da sei generazioni.

Il Dedalo di Bambù

Aveva un sogno e l’ha realizzato. Anzi, l’ha seminato. L’editore Franco Maria Ricci ha dato vita al dedalo di bambù più grande al mondo, il Labirinto della Masone a Fontanellato. Con duecentomila piante di bambù elegante e flessuoso alte fino  quindici metri si cammina tra rimandi letterari e intrecci verdi in uno spazio a tratti onirico. È il frutto di un’intuizione che Franco Maria Ricci ebbe grazie all’amico Jorge Luis Borges: “Il labirinto, si sa, era da sempre uno dei suoi temi preferiti; e le traiettorie che i suoi passi esitanti di cieco disegnavano intorno a me, facevano pensare alle incertezze di chi si muove fra biforcazioni ed enigmi”. Quello della Masone s’ispira ai percorsi geometrici raffigurati nei mosaici romani. Ha una forma a stella, tipica delle città fortificate del Rinascimento; al centro spicca una grande piramide che ospita una cappella. Il tempo di percorrenza del labirinto è di circa trenta minuti, ma se non se viene a capo c’è un numero verde per chiedere soccorso.

Circondato da alte siepi, nel museo-biblioteca permanente sono esposte cinquecento opere tra pitture, sculture e oggetti d’arte della collezione privata di Ricci. Ci sono opere dal ’500 al ’900: di Bernini, Canova, Hayez, Carracci, Savinio e gli splendidi volumi rilegati in marocchino di Giovanni Battista Bodoni.

Nel cuore del Labirinto si può anche dormire nelle due suites, arredate con opere d’arte, mobili antichi e raffinati oggetti. Le colazioni sono servite in camera e portano la firma dello chef stellato Massimo Spigaroli. Arrivano direttamente dal ristorante Al Bambù guidato (oltre che da Spigaroli) da Rocco Stabellini.

       

TRAVEL TIPS

Locande, agritur e b&b – Tenuta Rivalazzo

A Sanguinaro di Noceto c’è un agriturismo dallo charme délabré con sette camere colorate all’interno della casa che un tempo apparteneva al fattore. È circondato solo da campi, dove è possibile passeggiare a piedi o in bicicletta, incontrando lepri, fagiani e pernici. Nel silenzio assoluto della notte si sentono civette, assioli e grilli. 

La buona tavola – Trattoria di Casalbarbato

Una frazione vicina a Fontanellato, la cucina casalinga emiliana trionfa in questa trattoria semplice dove regine di pentole e mattarelli sono le donne. Oltre alle paste ripiene con sfoglia tirata a mano puntano su angus e fiorentine. Da provare, i tortelli con ripieno di menta, zenzero e ricotta salata.

Trattoria di Casalbarbato: Str. Casalbarbato 16, 0521825134

In dispensa – CiaoLatte

È prodotto nel rispetto della natura il formaggio Parmigiano del caseificio CiaoLatte a Borghetto, piccola frazione nel comune di Noceto: 130 ettari coltivati con il metodo biologico certificato. Oltre alle celebri forme si trovano ricotta fresca, burro e caciotte in vendita on line e in azienda.

Dalla ristrutturazione dell’originario fienile e della stalla è nato un b&b con sette camere dall’atmosfera di campagna. C’è anche una sala dove gustare  piatti tipici.

Il Louvre contadino

Ci sono luoghi che rimangono impressi, per le memorie che custodiscono, la curiosità che suscitano, la magia che ispirano. Il Museo Guatelli a Ozzano Taro è uno di questi, un luogo che sfugge a ogni definizione. Non è museo e nemmeno un contenitore di oggetti, piuttosto un deposito di piccole meraviglie, fonte inesauribile di sorprese: “Tutti sono capaci di fare un museo con le cose belle, più difficile è crearne uno bello con le cose umili come le mie”, disse Guatelli, maestro elementare, collezionista, raccoglitore di storie, etnografo e visionario. Gli oggetti messi insieme negli anni, sono quelli contadini, cose di uso comune che conservano le impronte di chi li ha usati e usurati: martelli, pinze, pale, forbici, botti. Alcuni riempiono mobili e scaffali, altri sono come appoggiati a caso su tavole e mensole. L’allestimento più che storico e ricostruttivo è grafico e si fonda sulla suggestione visiva.

Con la sua instancabile ricerca Ettore Guatelli è riuscito a preservare antichi saperi e modi di vivere e ne ha fatto un racconto materiale, un nostalgico reportage dove le parole sono sostituite dalle cose.

Questa wunder kammer è all’interno di Bellafoglia, il podere agricolo della famiglia Guatelli, una sorta di “Louvre contadino”, come lo definì il filosofo e antropologo Pietro Clemente, “una cattedrale gotica su una civiltà inabissata”.

TIPS

Locande, agritur e b&b – Monte delle Vigne

Si dorme tra i vigneti all’interno dell’antico casale sui colli, a pochi chilometri dal Parco Fluviale del Taro. Quattro camere semplici e accoglienti che si affacciano sulla tenuta: Callas, Nabucco, Calanchi e Rubina, portano i nomi dei vini prodotti in cantina, ognuno riconosciuto per la capacità di esprimere il terroir dal quale nasce. La cantina è un ambiente progettato per essere una perfetta sintesi di estetica architettonica e funzionalità produttiva: ipogea a temperatura costante permette la pigiatura gravitazionale. Si organizzano aperitivi e degustazioni.

La buona tavola – Osteria Campanini

Un casale ristrutturato e un bel giardino d’atmosfera vicino al fiume Ceno, stile e accoglienza familiare insieme al savoir faire di Lucetta Campanini: questa osteria poco oltre il centro di Fornovo, racconta la passione per la ristorazione. La sala in equilibrio tra il rustico e tocchi urban ha una grande griglia a legna dove si preparano ottime carni di allevamenti italiani. In tavola la tradizione incrocia la fantasia e dalla cantina arriva un’ottima scelta di etichette selezionate. Difficile dire cosa scegliere, il menù cambia in ogni stagione: dai maltagliati ubriachi ai ganassini con polenta e il saporitissimo uovo al tartufo in crosta. 

In dispensa – Montecoppe

All’interno del Parco Regionale dei Boschi di Carrega, tra Collecchio e Sala Baganza, l’Azienda Agricola Montecoppe produce Parmigiano Reggiano DOP utilizzando esclusivamente latte delle proprie mucche di razza Frisona Italiana e Bruna Alpina. Ogni giorno il latte appena munto arriva al caseificio dove viene lavorato e trasformato in Parmigiano Reggiano DOP: sapore dolce e aromatico, con una particolare predisposizione alle lunghe stagionature.

Si organizzano visite guidate all’interno dell’azienda e degustazioni. L’architettura dell’antico caseificio è una preziosa testimonianza dello stile neogotico nella provincia di Parma, forse progettato per essere un oratorio. La nuova struttura, invece, è firmata dall’architetto Guido Canali. Per far scorta, lo spaccio è aperto al pubblico. All’interno si trovano anche salumi, vini, oli e conserve del territorio.

Questo post è stato pubblicato da Parma Eventi 2

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Latest article