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lunedì, Novembre 29, 2021

Italia Nostra: “No a un nuovo impianto per la plastica a Fornace Verani”

Castell’Arquato, Italia Nostra si schiera contro l’ipotesi cambio destinazione urbanistica per nuovo insediamento industriale in località Fornace Verani. Lo scrive in una nota Luigi Ragazzi, responsabile di Italia Nostra, sezione di Fiorenzuola e Valdarda. Ecco il testo:

Da notizie circolanti in loco, sembra sia stata nei giorni scorsi depositata richiesta per realizzazione di un nuovo impianto per riciclo e lavorazione della plastica in località Fornace Verani di Castell’Arquato. La scrivente sezione – Italia Nostra del distretto della Valdarda – nel frattempo ha ritenuto di informare e sensibilizzare la cittadinanza di Castell’Arquato sulla possibilità diventi realtà, tornando al volantinaggio nelle cassette (il volantino, in parte già distribuito e in parte in distribuzione). Contestualmente la sezione si rivolge alle istituzioni locali e alle realtà associative arquatesi affinchè si rifletta sugli scenari che potrebbero aprirsi nel caso in cui l’insediamento in questione fosse realizzato.

In primo luogo, avremmo una realtà industriale posta in un contesto decisamente non idoneo per diverse ragioni, a cominciare dalla vicinanza al torrente Arda, dal carattere agricolo e paesaggistico della zona, dal tracciato stradale del tutto inadeguato, dal volume di traffico di mezzi pesanti che l’attività richiamerebbe. Del resto, fino a poco più di cinquantanni fa in questa zona operava un caseificio che lavorava il latte raccolto nelle stalle circostanti. E’ per effetto della trasformazione di questa realtà agro-artigianale e dai successivi ampliamenti che oggi ci troviamo di fronte all’attuale zona industriale decisamente fuori contesto. Non è il caso – ad avviso della scrivente – di proseguire con altre scelte infelici.

In secondo luogo, questa richiesta pone tutti davanti ad un bivio, ossia decidere in quale direzione debba proiettarsi Castell’Arquato: se insistere sulla valorizzazione del suo tessuto storico, architettonico e artistico, della sua offerta turistica, del suo ambito agricolo con vini e altri prodotti di qualità o meno. Perché è evidente che l’insediamento di un impianto di grosse dimensioni per il riciclo e la lavorazione della plastica offuscherebbe l’immagine di Castell’Arquato città d’arte, metà turistica e luogo di eccellenti produzioni vinicole. Una scelta, quindi, che non chiama in causa solo l’Amministrazione comunale, ma anche le diverse realtà associative e gli operatori economici del paese.

Non da ultimo l’eventuale insediamento di questo impianto significherebbe ulteriore consumo di fertile suolo agricolo, aspetto sul quale sarebbe interessante capire la posizione delle associazioni del mondo agricolo.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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