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giovedì, Dicembre 1, 2022

La stagione felice di “Arte & Restauro”, la rassegna che rilanciò la basilica di S. Agostino

Nel 1976 l’antiquario Francesco Ferrari, il gallerista Antonio Braga e altri quattro amici e colleghi costituiscono presso l’Unione Commercianti di Piacenza il Sindacato Mercanti d’Arte che riunisce antiquari, galleristi e operatori nell’ambito culturale e dell’arte di Piacenza.
Nel 1977 Ferrari, sua moglie la Professoressa Franca Puppo, il gallerista Braga e i quattro amici decidono di organizzare a Piacenza un’esposizione che per la prima volta possa portare in mostra antiquari, restauratori, gallerie d’arte, ma anche stand con modernariato e vintage anticipando così mostre che diventeranno molto note negli anni successivi.

Ferrari e Puppo in un’edizione di “Arte e restauro”

Ferrari e Braga iniziano a cercare una location per una grande mostra. In quegli anni l’Assessore alla Cultura del Comune di Piacenza è Pierangelo Solari, il quale propone agli organizzatori di allestire la mostra nella chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, sullo Stradone Farnese, chiusa da 25 anni. Il complesso di Sant’Agostino è costituito dal convento, occupato dai militari, e dalla chiesa che era stata scorporata e, attraverso una convenzione, era stata affidata al Comune di Piacenza con l’obbligo della manutenzione sotto il controllo della Soprintendenza.

Arte & Restauro a Sant'Agostino

Francesco Ferrari ricorda che “quando aprimmo per la prima volta il gigantesco portone di Sant’Agostino, prendemmo visione di una straordinaria basilica a cinque navate, con una superficie coperta di 3.000 mq, tutta marmo e granito, le cappelle laterali, i transetti, l’abside ci apparvero come degli stands naturali per gli espositori e la sagrestia era il luogo ideale per il bar e i servizi”.

La mostra viene chiamata dagli ideatori “Arte & Restauro”, la sede è la monumentale chiesa di Sant’Agostino a Piacenza e diventerà un appuntamento annuale dal 1977 al 1984. Ferrari è l’ideatore del nome fortunato della mostra e insieme alla Puppo prendevano i primi contatti con gli espositori e Antonio Braga con molto coraggio si occupava della parte amministrativa di un evento che veniva realizzato quasi senza contributi e con un impegnativo autofinanziamento. “Arte Restauro” viene promossa, fin dalla prima edizione, dal Comune di Piacenza, grazie all’interessamento dell’Assessore alla Cultura Pierangelo Solari e del Sindaco Felice Trabacchi, e poi viene confermata successivamente dal Sindaco Stefano Pareti e dall’Assessore alla Cultura Aldo Lanati.
La grafica dei manifesti, delle locandine e dei cataloghi di “Arte & Restauro”, curata dalla società di comunicazione di Giorgio Milani , diventa molto riconoscibile fra gli appassionati del settore. Si tratta di una foto in bianco e nero, molto evocativa, che rappresenta la Chiesa di Sant’Agostino vista in prospettiva sullo Stradone Farnese con un frate che cammina di spalle. Il manifesto riproduce questa immagine ogni anno con delle piccole innovazioni e diventa così popolare da generare un fenomeno di collezionismo tra appassionati.

Arte & Restauro a Sant'Agostino

Ferrari, Milani e alcuni collaboratori

Giorgio Milani al riguardo ricorda che “l’immagine della mostra è stata pensata attraverso una delle regole della comunicazione che prevede la ripetizione nel tempo di una stessa immagine, con delle piccole variazioni, in modo che l’immagine si fissi nella memoria”.
Alla mostra sono presenti inizialmente espositori piacentini, ma presto la partecipazione si allarga anche a importanti antiquari provenienti dal Nord e Centro Italia.
Franca Puppo tornando a quegli anni racconta che “facendo delle ricerche siamo riusciti a coinvolgere nella mostra antiquari importanti dalla Lombardia al Lazio, che venivano volentieri per la particolarità della mostra e per tornare nella città di Piacenza che hanno conosciuto e apprezzato attraverso le mostre d’antiquariato”.

Arte & Restauro a Sant'Agostino

Ogni anno “Arte & Restauro” è caratterizzata da un ingresso scenografico diverso. Lungo le navate e le cappelle della chiesa sono disposti gli stand degli espositori che sono divisi con dei pannelli realizzati dalla falegnameria “Fratelli Gadolini”. Sant’Agostino era stata per tanti anni dismessa e non aveva un sistema di illuminazione funzionante: per questo viene realizzato appositamente un impianto moderno dalla ditta di elettricisti “Marina e Bassi”.

Nella ex sagrestia viene predisposto un bar tavola calda, molto frequentato dagli espositori ma anche dai visitatori, che possono così apprezzare i piatti della tradizione piacentina.
Franca Puppo racconta che “le giornate di lavoro alla mostra venivano interrotte dalle pause pranzo, nella sagrestia si formavano delle tavolate nelle quali si ritrovavano seduti uno accanto all’altro gli espositori con i visitatori e tutti insieme assaggiavano volentieri le specialità gastronomiche piacentine e in particolare i salumi dop piacentini, la coppa, il salame e la pancetta.”

Negli stand della mostra sono esposti mobili d’alta epoca, mobili e oggettistica del periodo Liberty e anche del primo Novecento, quadri antichi e del primo Novecento, ma anche tappeti antichi, stampe, libri, auto e moto d’epoca, giocattoli del primo Novecento, cineserie, abbigliamento vintage, valigie da viaggio, mobili coloniali, monete antiche, strumenti musicali, antiche macchine fotografiche, insegne luminose e ci sono ricostruzioni di laboratori di restauro e anche di sistemi di stampa tipografica con la presenza degli artigiani che lavorano davanti ai visitatori, un’altra novità assoluta nel panorama italiano delle mostre d’arte.

Arte & Restauro a Sant'Agostino

Stand di “Arte e restauro”

Francesco Ferrari parlando di un’edizione di “Arte e restauro” ricorda che “siamo riusciti a contattare il proprietario di una rara automobile Orio Marchand, marca automobilistica piacentina che produceva vetture all’inizio del Novecento nelle officine di Via Campagna. La macchina è stata portata personalmente dalla Liguria dal proprietario su un carrello apposito ed è rimasta esposta all’ingresso della mostra suscitando notevole curiosità e sorpresa”.

Arte & Restauro a Sant'Agostino

La restauratrice di tappeti antichi Valeria Tonni racconta che “quegli anni erano un periodo fantastico nel quale si lavorava bene. Con i miei soci avevo un laboratorio a Milano in via Brera e un giorno sono venuti da noi Francesco Ferrari e Franca Puppo e ci hanno proposto di partecipare alla mostra di Sant’Agostino. I miei soci non volevano partecipare e allora mi sono licenziata e ho deciso di partecipare da sola, a soli ventidue anni; alla mostra di “Arte e restauro” di Piacenza portando per la prima volta con la mia ditta “Aladino” in mostra il restauro dei tappeti, che io realizzavo nello stand. Mi ricordo che la partecipazione dei restauratori alla mostra era gratuita e all’esposizione venivano molti visitatori”.
L’antiquario Piero Albonico ricorda che “Nel 1975 ho aperto il negozio di antiquariato “San Bassan Antichità” con una sede a Lodi e poi anche a Milano, insieme a un’amica antiquaria già affermata, e partecipavo alla mostra degli Antiquari Milanesi alla Permanente di Milano, alla mostra di Todi e a quella di Sarzana. In quel periodo abbiamo scoperto che a Piacenza c’era la mostra di “Arte & restauro” e così io e la mia socia siamo andati a Piacenza a vedere la mostra che ci è subito piaciuta molto. Abbiamo partecipato a tutte le successive mostre di Piacenza, una mostra innovativa con importanti antiquari insiemi a stand con il Liberty, il Modernariato, i restauratori”.

Arte & Restauro a Sant'Agostino

Antiquari davanti alla chiesa di Sant’Agostino

Achille Armani ricorda che “con il mio socio Alberto Binecchio avevamo fondato la ditta “Malair”, con la galleria in Via Borghetto a Piacenza, e avevamo partecipato con i nostri tappeti antichi alla mostra d’antiquariato di Firenze e di Milano e abbiamo deciso di partecipare alla mostra di Piacenza, con un grande stand nel quale abbiamo portato tappeti antichi con colori vegetali. Abbiamo portato in mostra i “tabriz” e i “kilim”, avevamo tappeti rari e alcuni li abbiamo ancora. I “kilim” sono dei tappeti antichi che venivano appesi verticalmente e servivano per dividere gli ambienti.
Cesare Filippazzi ritornando agli anni di “Arte e restauro” racconta che “con il mio socio Mauro Ferrari avevamo il laboratorio di stampa “Indaco” in Cantone dei Cavalli a Piacenza e da noi venivano diversi artisti piacentini. Stampavamo copie di Cinello, Mosconi, Xerra, Braghieri, Milani, Romano e Montin. A volte gli artisti non ci pagavano il lavoro e allora noi vendevamo delle stampe ai collezionisti e abbiamo iniziato a stampare immagini artistiche anche su magliette e adesivi”.

Arte & Restauro a Sant'Agostino

“Un giorno è venuto Francesco Ferrari che ci ha parlato della mostra di Sant’Agostino Abbiamo deciso di partecipare alla mostra di “Arte & Restauro” e nel nostro stand mostravamo la tecnica della serigrafia davanti ai visitatori ai quali a volte davamo anche alcune delle stampe tirate”.
Secondo Giorgio Milani “gli anni delle mostre di “Arte & Restauro” sono stati anni irrepetibili nei quali c’era molto fermento, negli stessi anni ci furono in Sant’Agostino anche alcune edizioni della mostra degli artisti piacentini “Proposte per la città”, grazie anche al decennio delle giunte di sinistra che hanno favorito queste iniziative”.
Quella di “Arte & Restauro” è una storia felice, di successo, di idee brillanti e innovative come la valorizzazione di una importante ex basilica, di amici che ci hanno creduto, di amministrazioni coraggiose, del clima cameratesco che creava, di buona cucina, dei tanti piacentini che frequentavano tutti i giorni la mostra per trattare un prezzo o anche solo per chiacchierare, circondati da tanta bellezza. Era il piacere di stare insieme per due settimane e l’emozione di ritrovarsi ogni anno, quando iniziava la scuola e il tempo non mancava mai.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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