33.1 C
Parma
domenica, Agosto 14, 2022

L’enoturismo a Piacenza diventa realtà grazie all’azienda Civardi di Ziano

Simone Civardi dell’azienda Civardi Oreste e Daniele di Ziano Piacentino, associata a Confagricoltura Piacenza, nelle scorse settimane ha terminato il percorso formativo previsto per poter esercitare l’attività enoturistica in linea con tutti i crismi della normativa regionale che prevedono una serie di requisiti, sia per le strutture dell’azienda dedicate all’attività, sia per le competenze necessarie in capo agli operatori.

C’è interesse da parte delle aziende vitivinicole di Confagricoltura Piacenza nei confronti delle attività enoturistiche che consentono l’ampliamento della clientela attraverso l’offerta di percorsi di degustazione dei vini, di condivisione della conoscenza dei procedimenti produttivi e anche della storia dell’azienda. Le imprese possono organizzare una serie di iniziative che prevedono in abbinamento ai vini dell’azienda anche alcuni cibi che devono però rispettare tutta una serie di paletti. Le attività promozionali e di degustazione nelle aziende vitivinicole sono da tempo una realtà, ma c’era l’esigenza di riconoscere, normare e potenziare tutta una serie di attività. Ora l’azienda riconosciuta come “enoturistica” può operare anche con un certo ritorno di visibilità. La normativa regionale prevede cartellonistica e sito aziendale con dicitura. In associazione diverse aziende si stanno muovendo in questa direzione e l’azienda Civardi è tra le prime ad aver completato il percorso, anche formalmente. L’enoturismo è stato introdotto nel nostro ordinamento con la Legge di Bilancio per il 2018, Legge n. 205 del 29/12/2017, commi dal 502 al 505, che istituendolo ne ha introdotto l’attività. È poi seguito – spiega Confagricoltura Piacenza – un decreto del Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo del 12 marzo 2019 che ha dettato le linee guida e gli indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica; a novembre dello stesso anno una delibera di giunta della Regione Emilia Romagna ha recepito le linee guida, poi rese attuative con la Determina n. 1229 del 24 gennaio 2020 in cui sono definiti anche i contenuti, i dettagli tecnici informativi e il modello di segnalazione certificata di inizio attività per l’attività enoturistica. L’enoturismo – chiarisce l’associazione degli imprenditori agricoli – è comunque un’attività collaterale nell’ambito della multifunzionalità dell’azienda agricola, ma non va confuso con l’agriturismo o con la somministrazione di cibi. Chi esercita attività enoturistica deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti: un titolo di studio attintene l’attività, aver già svolto il corso di operatore agrituristico, essere sommelier, avere esperienza pregressa almeno triennale in azienda vitivinicola oppure, e veniamo al caso del giovane Simone, aver completato il percorso per operatore enoturistico.

“È stato tanto impegnativo quanto soddisfacente – commenta Simone Civardi, che ha un diploma di perito industriale e che quindi necessitava del percorso formativo specifico. Nell’impresa Simone lavora con il fratello Edoardo e il papà Daniele, subentrato a suo volta al padre Oreste – ne seguirò certamente altri, magari più settoriali per poter ampliare le competenze relative a specifiche attività da proporre così da differenziare le iniziative”.

“La nostra è un’azienda di tradizioni antiche che ha saputo tramandare nel corso degli anni la passione per la vite e i suoi frutti – spiega Edoardo Civardi, che in azienda segue la cantina ed è enologo – le generazioni che si sono succedute hanno fatto tesoro del lavoro e dei metodi di un tempo per produrre pregiati vini DOC Colli Piacentini. I nostri vigneti sono principalmente di uve Barbera, Bonarda (Croatina), Cabernet, Chardonnay, Malvasia, Ortrugo e Syrah. La loro vicinanza con la nostra cantina fa sì che il viaggio per trasportare l’uva appena raccolta sia molto breve. La lavorazione sul prodotto fresco garantisce un risultato di maggiore qualità. L’uva viene ancora raccolta a mano come una volta, ma in cantina tutta la lavorazione dell’uva viene svolta mediante apparecchiature specializzate. L’impiego dell’ormai indispensabile moderna tecnologia garantisce sicurezza, igiene e praticità. Quindi tradizione sì, ma anche innovazione e competenza e, come appena accennato, anche formazione”. “La nostra azienda si trova sulle colline di Seminò, a meno di un’ora di strada da Milano e dalle principali città lombarde (Brescia, Pavia, Lodi, Cremona e Voghera) – gli fa eco Simone – puntare sull’attività enoturistica ci è sembrato naturale per valorizzare ulteriormente i nostri vini”.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Latest article