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giovedì, Ottobre 21, 2021

“Meglio il ponte Gobbo della Croisette” La famiglia Bellocchio apre il Festival del Cinema

C’è quasi tutta la famiglia Bellocchio allargata sul palco del Festival del Cinema di Bobbio, la stessa che nella scena iniziale del film “Marx può aspettare”, il pranzo al Circolo dell’Unione di Piacenza, si riunisce non solo per celebrare il compleanno cumulativo di qualcuno dei suoi componenti, ma anche per provare finalmente a guardarsi indietro e rileggere insieme una vicenda dolorosa e irrisolta, quella del fratello suicida di Marco Bellocchio, Camillo.

Non poteva che cominciare così l’edizione 2021 del Bobbio Festival, che ritorna dopo lo stop forzato dell’anno scorso, con la proiezione dell’ultima fatica del regista piacentino, che a maggio lo ha accompagnato a Cannes, dove ha ricevuto la Palma d’Oro d’onore. Un ricco programma è quello messo a punto per i prossimi giorni dalla direzione della manifestazione composta dallo stesso Bellocchio, dal figlio Pier Giorgio Bellocchio, Enrico Magrelli e da Paola Pedrazzini.

La prima serata si è trasformata in una sorta di familiy reunion in pubblico, condotta dal critico Enrico Magrelli, al termine dell’applauditissima proiezione. Del film abbiamo già parlato a lungo, mentre forse è la prima volta che a tornare sui suoi temi siano stati in prima persona i suoi protagonisti.

Ci sono Francesco Bellocchio, nipote di Marco, il primo in “Marx può aspettare” a rievocare la figura dello “zio Camillo” prematuramente scomparso a 29 anni e che accenna alla pellicola come “una seduta collettiva di psicanalisi”. C’è il primogenito di Marco, Pier Giorgio che con la sorella Elena sottopone nel film in più passaggi il padre a una specie di interrogatorio sul passato che non hanno vissuto, e c’è la moglie Francesca Calvelli, come sempre al montaggio, ma che confessa come non sia stato per nulla facile lavorare a un’opera così “incandescente” e ci sia riuscita una volta superato il rigetto iniziale. C’è naturalmente il regista Marco Bellocchio seduto accanto al fratello maggiore Alberto, una delle voci più presenti nel film nel tentativo di spiegare le ragioni del male di vivere di Camillo che lo ha portato a togliersi la vita: sostiene che si potrebbe addirittura fare un seguito per aggiungere ancora dettagli e risvolti alla vicenda, e sottolinea la forza dei legami familiari che alla fine vincono sempre. E c’è anche Simone Gattoni, produttore questa volta di un lavoro cinematografico anomalo che si è costruito e “scritto” strada facendo e in tempi dilatati, senza una sceneggiatura definita in anticipo.

Festival del Cinema di Bobbio la serata inaugurale

“Marx può aspettare” è andato bene in sala e ha conquistato la critica, ma vederlo a Bobbio nella cornice del Festival, non può che conferirgli un sapore del tutto particolare: un vademecum sull’universo dei temi e delle ossessioni della cinematografia “bellocchiana”, l’opera sincera e indagatrice delle vicende familiari in ottant’anni di storia patria (e piacentina), l’affettuoso e dolente omaggio postumo al gemello Camillo.

“Meglio il ponte Gobbo della Croisette, con tutto il rispetto e i ringraziamenti per il riconoscimento ricevuto. Ma Bobbio per me è importante” – così Bellocchio, intercettato prima della proiezione nei chiostri di San Colombano. Bobbio come laboratorio anche culturale, con i percorsi di formazione avviati dalla Fondazione Fare Cinema che sono diventati ormai una “produzione parallela, ho fatto tanti film con un impianto più classico, ma i film bobbiesi, a partire da 25 anni fa, sono diventati una filmografia che si intreccia con l’altra, altrettanto significativa, per me”.

“Marx può aspettare”, è stato detto, racconta una storia personale che diventa universale. “Volevo raccontare una vicenda familiare, – ha fatto notare il regista – però immediatamente da Cannes e ovunque sia stato presentato, questo film raccoglie coinvolgimento, interesse e grande apprezzamento da parte della critica internazionale e da oltre un mese è in distribuzione nei cinema. Si può vedere in diverse sale e questo è bello”.

LA PRESENTAZIONE DEL FILM

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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