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lunedì, Novembre 29, 2021

“Nostro equipaggio trattenuto durante un intervento. Più rispetto per i volontari del soccorso”

“Basta violenze e atti intimidatori contro gli operatori non professionisti del soccorso”.

A denunciare la situazione è Katia Sartori, presidente della Pubblica Assistenza Sant’Agata di Rivergaro.
Episodi incresciosi non sono mancati anche durante la fase più acuta della pandemia, ma negli ultimi tempi si è assistito a una sorta di crescendo.

Quasi come se stesse svanendo, ormai, l’aura di eroi che è stata tributata agli operatori del soccorso per il loro impegno contro il covid.

Sartori cita una vicenda spiacevole, avvenuta nei giorni scorsi in Valnure.

“Un nostro equipaggio, composto da due volontari, è intervenuto per trasportare una persona, colpita da malore al Pronto Soccorso. All’arrivo degli operatori, però ha rifiutato il ricovero – racconta Sartori -. A questo punto, un familiare ci ha intimato, invece, di provvedere al trasporto, anche con toni molto accesi. Al rifiuto dei colleghi, che hanno fatto presente come non sia possibile far ricoverare una persona contro la propria volontà, il familiare ha chiuso i cancelli dell’abitazione, impendendo a loro di uscire, e lasciando l’ambulanza, incustodita, in strada”.

“Gli operatori hanno quindi chiesto l’intervento dei carabinieri. Al loro arrivo, il signore è tornato a miti consigli, ha minimizzato l’accaduto, e ovviamente ha aperto i cancelli, lasciando uscire i nostri operatori, che hanno fornito le proprie generalità ai militari, così come le altre persone presenti”.

“Questo è un episodio che ci ha visto protagonisti, e rispetto al quale stiamo valutando se sporgere denuncia,  ma ne sono accaduti altri. Purtroppo la gente, ultimamente, sta andando un po’ sopra le righe – dice la presidente della Pubblica Assistenza Sant’Agata -, con azioni violente nei nostri confronti che non possono essere tollerate. La nostra impressione è che questa animosità sia accentuata dal nostro essere volontari, e non professionisti del soccorso. Sono sicura che, sull’intervento in Valnure, le cose sarebbero andate ben diversamente se sul posto fossero intervenuti medico ed infermiere”.

“Non possiamo più tollerare queste situazioni – conclude – noi volontari non siamo l’ultima ruota del carro della sanità”.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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