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lunedì, Gennaio 24, 2022

PalabancaEventi, in mostra “La Piacenza che era”

«Facciamoci contagiare, ma dalla bellezza». E’ il messaggio lanciato da Carlo Ponzini nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella Sala Ricchetti della Sede centrale della Banca di Piacenza per la presentazione della mostra “La Piacenza che era”, appuntamento con l’arte tradizionalmente offerto dall’Istituto di credito, alla città, nel periodo natalizio (PalabancaEventi, 19 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022, con inaugurazione venerdì 17 dicembre, alle 18, in Sala Panini). Dopo il saluto del presidente del Cda Giuseppe Nenna («L’evento – ha rimarcato – è sostenuto dalla sola Banca, non gode di alcun finanziamento pubblico e quindi non grava sulla comunità»), la curatrice della mostra Laura Bonfanti ne ha illustrato i contenuti. «Si tratta – ha spiegato – di un viaggio da inizio Ottocento fino ai giorni nostri attraverso il quale si presenta lo stretto rapporto tra la città e i suoi abitanti, in un insieme armonico di interazioni e ammodernamenti capaci di rendere questo territorio l’unicum che è oggi». Un viaggio attraverso l’esposizione di numerosi quadri (tra gli artisti in mostra, Hippolyte Sebron – dipinto designato immagine-mostra -, Jacques Carabain, Giovanni Migliara, Federico Moja, Luciano Ricchetti, Elvino Tomba, Bruno Sichel, Ernesto Giacobbi, Bot) che ritraggono appunto parti della Piacenza di una volta che non ci sono più: iniziando da Piazza Cavalli, per proseguire con le Piazze Duomo, Borgo, Sant’Antonino e Cittadella; sono poi presenti importanti edifici religiosi, tra cui la basilica di Santa Maria di Campagna, le chiese oggi sconsacrate delle Benedettine e di Santa Margherita; si incontrano infine i rioni Cantarana, Porta Borghetto e Muntä dí ratt. Completano l’esposizione una quarantina di fotografie d’epoca (scattate dai più rinomati studi fotografici attivi nel Novecento: i fratelli Eugenio ed Erminio Manzotti, Giulio Milani, Gianni Croce e da privati) e da cartoline, sempre d’epoca.
L’arch. Valeria Poli, presidente del Comitato di Piacenza della Deputazione di storia patria, ha dal canto suo illustrato i contenuti del catalogo con contributi di diversi studiosi e la riproduzione fotografica di tutte le opere in mostra, corredate da schede storico-artistiche («Questa mostra – ha osservato l’arch. Poli – è l’occasione per il visitatore di conoscere la nostra città, la sua trasformazione nel tempo dal punto di vista urbanistico e architettonico»). A Carlo Ponzini, responsabile dell’allestimento, il compito di illustrare come è nato il logo della mostra («con un richiamo a Piazza Cavalli, al logo della Banca e ai colori della città, il bianco e il rosso; quel rosso che troviamo anche nel percorso, in quella banda che come un cordon rouge prende per mano il visitatore e lo accompagna nelle varie sale: dei depositanti, Carnovali, Raineri, Douglas Scotti»).
L’ingresso è libero per Soci e Clienti della Banca. Per i non clienti ingresso con biglietto nominativo scaricabile esclusivamente dal sito www.bancadipiacenza.it. Sono previste visite guidate per scuole e associazioni (prenotazioni all’Ufficio Relazioni esterne tel. 0523 542137; relaz.esterne@bancadipiacenza.it).

Orari: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19; sabato e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19 (giorni di chiusura 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio). Per l’ingresso, sulla base delle vigenti disposizioni inerenti le mostre, è necessario esibire il Green Pass, indossare la mascherina e tenere poi il distanziamento interpersonale.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Eventi

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