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Parma
mercoledì, Dicembre 7, 2022

Parma 5 sensi

Odori che escono dalle case, il ritmo delle conversazioni, il blu cobalto di un cielo: l’esperienza fisica di un luogo è una concatenazione di piccoli momenti nomadi che stimolano emozioni generate dai nostri organi di senso. È il nostro naturale modo di captare e leggere il mondo, una “sensexploration”.  Un’esplorazione multisensoriale dopo l’altra si costruisce un piccolo patrimonio custodito nella memoria che verrà ripescato e riportato alla mente evocato da un profumo, un sapore o un suono. Cinque personaggi – e i loro speciali sensi – raccontano la città ducale in un viaggio poetico e sentimentale scandito da suggestioni e quindici consigli per immergersi nel bello che c’è.

ASCOLTARE

Roberto Bonati

Compositore, contrabbassista e direttore d’orchestra. Nato a Parma nel 1959, Roberto Bonati deve la sua formazione allo studio del contrabbasso e agli studi letterari e di Storia della Musica. È Direttore artistico di ParmaFrontiere e Parma Jazz Frontiere festival.

 “Sono nato a Parma, ho abitato a Milano e sono tornato alle radici in età adulta: la piccola capitale d’Emilia è rimasta nel mio cuore, alimentando un sentimento quasi nostalgico. L’ho origliata a distanza. Mettersi in ascolto di una città è un’esperienza affascinante che si fa ancora più intensa quando si parte dal silenzio.

C’è un suono di Parma che viene da lontano. Lo si sente nei vicoli stretti dell’Oltretorrente o della città vecchia intorno alla cattedrale. Ci suggerisce il vibrare di un’anima antica, delle radici che ci consentono di percorrere artisticamente le strade complesse della contemporaneità e di costruire i linguaggi del futuro. Poi ci sono le voci delle persone, il suono della parmigianità, del dialetto che ha accenti repentini e uno scorrere nervoso: sa di terra. Altre melodie arrivano dal tempo delle arie e dalle composizioni dei musicisti che a Parma sono nati o che qui hanno abitato e lavorato. Mi riferisco a Claudio Merulo,  Cipriano de Rore, Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini. Ma c’è un suono, il più speciale, che mi piace sentire nelle mattine di primavera, è quello delle rondini quando tornano dal loro viaggio invernale e sorvolano le case”.

Gli angoli dell’ascolto

La Cappella Ravacaldi – Gioiello rinascimentale nella cripta della Cattedrale, la Cappella Ravacaldi conserva l’Annunciazione di Bertolino de’ Grossi del quattrocento, splendida nei colori, perfetta nei dettagli. Un luogo ben custodito, dove “ascoltare” in silenzio la bellezza artistica.

Il Teatro Farnese – Il Teatro Farnese ha un “suono”, unico al mondo. Profuma di legno e resina, quel legno che è stato nella foresta e ora risuona negli strumenti: è un guscio di abete rosso a due piani di logge.

Casa del Suono – Nell’ex chiesa di Santa Elisabetta  la Casa del Suono è un progetto all’avanguardia e fa riflettere sui tanti modi di ascoltare e intendere la musica attraverso un percorso espositivo che parte dal fonografo per arrivare all’iPod.

ASSAPORARE

Andrea Grignaffini

Critico gastronomico, membro del Comitato Scientifico Alma, curatore della sezione Vino della Guida Espresso e vice curatore della sezione ristoranti. Per la televisione è stato giudice dei programmi “Cuochi e Fiamme” e  “Senti chi Mangia” andati in onda su La7.

 “Parma è la dolcezza, richiamata ideologicamente da silhouette arrotondate, come quelle che ci ha tramandato il Correggio e che ritroviamo nella gastronomia. I salumi, per esempio, con le forme morbide del prosciutto, del culatello, della spalla cotta. Oppure il pomodoro, liscio e arrotondato che nella sua quintessenza in riduzione, il “concentrato”, diventa un sottofondo dolce per il soffritto. Rotondità e dolcezza: anche i salumi sono caratterizzati da un sapore dolce che li unisce e che sfuma il salato in una carezzevole fragranza. Per non dimenticare gli anolini in cui il gusto della carne viene smussato utilizzando solo il suo sugo. Oppure la delicatezza soffusa nei tortelli di erbetta – che in realtà sono di ricotta – e ancora di più in quelli di patate, di zucca e di castagne. Un sottofondo zuccherino mai stucchevole, perché rinvigorito dalle note “umami” del Parmigiano come bilanciatore. Non poteva essere altrimenti”

Gli indirizzi appetitosi

Tra l’uss e l’asa – Si va a Tra l’uss e l’asa per i panini della memoria che mettono insieme tradizione e fantasia. E poi, cotechino tutto l’anno, lesso o lingua con salsa rossa e verde, guanciale di maiale brasato al lambrusco e la vecchia.

Cantina della salute – È il simbolo della gastronomia d’asporto che profuma di casa. Il menu cambia ogni giorno: dalle zuppe agli anolini, dalle verdure al forno alla coppa di maiale cotta nel lambrusco.

Pasticceria Battistini – Sul bancone sempre freschi si trovano meringhe, bignè, piccoli capolavori di pasticceria e il Dolceparma, il dessert elaborato dal pastry chef Battistini per onorare Parma capitale della cultura, che esprime con i suoi ingredienti il territorio.

VEDERE

Marco Gualazzini

Fotografo. I suoi reportage sono stati pubblicati su L’Espresso, Internazionale, Vanity Fair, The New York Times, Geo, Al-Jazeera, Time magazine, per citarne alcuni. Ha ricevuto premi e riconoscimenti, tra cui Getty Images Grant for Editorial Photography, il Marco Luchetta, il PDN e World Press Photo.

“Me la cavo meglio con gli scatti, si sa. Raccontare a parole quello che i miei occhi vedono e sentono è meno diretto. Sono nato e cresciuto nella bassa e, spesso, mi accorgo di cercare in città le mie radici nelle terre piatte. Quando posso vado in Cittadella, il parco storico. Risalgo i bastioni e mi lascio andare. Di solito, scelgo gli orari meno popolari per avere l’illusione del parco tutto per me. In particolare, amo l’ora blu, il momento magico per la fotografia quando i contorni iniziano a sfumare e la luce non vuole cedere il passo al buio. Tra gli alberi e i prati mi sembra di essere in qualche angolo sperduto della Bassa. All’ora del tramonto mi piace percorrere viale Martiri della Libertà, partendo dallo Stadio Tardini per raggiungere il Lungoparma. Oppure il lungo rettilineo che da Barriera Repubblica arriva fino a piazzale Santa Croce. La luce in faccia è un bagliore accecante, che quasi non mi lascia vedere: mi ricorda i campi arsi dal sole della pianura”.

Contenitori di bellezza

Palazzo del Governatore – Esterni neoclassici che si affacciano su piazza Garibaldi, interni dai volumi importanti che con le giuste opere rendono il Palazzo del Governatore uno straordinario contenitore per l’arte e la fotografia.

Palazzo Tarasconi – È un nuovo spazio espositivo in un palazzo cinquecentesco da poco ristrutturato. Dal 19 settembre 2020 al 30 maggio 2021 ha ospitato la mostra Ligabue e Vitaloni.

Museo d’Arte Cinese ed Etnografico. Fondato nel 1901 dai Missionari Saveriani, è considerato tra i più importanti musei d’Arte Cinese in Italia. Accoglie opere d’arte provenienti dall’Africa, dal Brasile e dalla Cina. Ristrutturato nel 2012, le sale del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico ospitano mostre e eventi. È uno spazio museale suddiviso in sezioni ideali. La sua struttura è stata pensata in modo da esaltare il concetto di circolarità, simbolo di armonia per molte culture extraeuropee. Nel percorso di visita non ci sono interruzioni, barriere e spazi di passaggio.

       

TOCCARE

 

Frédéric Noharet

Liutaio dal 1986, diplomato alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona, membro della Violin Society of America e dell’Associazione Liuteria Parmense. Insegna alla Scuola Internazionale di Liuteria Renato Scrollavezza.

“Amo ogni aspetto del mio lavoro, ma il passaggio che preferisco è ben preciso. Quando devo scolpire il volume di uno strumento, sento sotto le mani il legno che si trasforma e prende vita. Con le sgorbie scolpisco la bombatura e l’accarezzo per sentirne la curvatura. La riconosco al tatto, solo accarezzandola capisco se il risultato è stato raggiunto. Nel mio mestiere prima dell’udito viene il tatto, costruisce la via di percorrenza del suono. Ha a che fare con la pelle. Toccando si creano immagini mentali forti. Anche gli altri sensi hanno a che fare con la pelle, i rumori e i suoni, ad esempio, passano attraverso la membrana dell’orecchio. Il gusto tocca le labbra.

Parma al tatto è la ruvidezza della pietra, dei palazzi, del parapetto del Lungoparma. Ruvida al primo impatto, la si deve avvicinare piano piano, per scoprirne le sinuosità e l’accoglienza. Le facciate sono austere, ma le tinte che le vestono esprimono calore. I portoni più antichi sono a volta tonda e invitano a entrare”.

I luoghi della materia

Il Lungoparma – Da  notare il suo parapetto in pietra dall’aspetto massiccio e rigoroso. Oltre, si spalanca la bellezza di una città sull’acqua. Nelle sere d’estate la pietra scaldata dalle lunghe ore di sole infonde benessere.

       

Piazza Duomo – Si è portati a guardare intorno e in alto, quando si arriva in piazza Duomo, ma vale la pena spostare lo sguardo anche in basso. La pavimentazione, tutta ciottoli resi lisci e lucidi dal passaggio nei secoli, è un’immersione nel tempo. La senti irregolare sotto ai piedi.

Teatro Regio – I velluti rossi, consunti e leggermente polverosi: basta accarezzarli per percepire la regalità. Il Regio è il teatro d’opera tra i più importanti in Italia, una struttura neoclassica voluta dalla Duchessa che condensa ed esprime l’anima musicale di Parma.

ODORARE

 

Meo Fusciuni

Siciliano d’origine, parmigiano di adozione. Ama definirsi aromatario. Il suo naso l’ha portato a una ricerca artistica dell’espressione odorosa. I profumi che crea portano il suo nome d’arte, Meo Fusciuni.

L’odore viene prima del profumo, la poesia prima della molecola.

Sono erborista, ho studiato la botanica a Parma e nel naso mi sono rimasti i profumi “verdi” e quelli “terrosi”. Le teste aromatiche delle piante, le note verdi e frizzanti nelle mattine di primavera e l’odore umido della nebbia che avvolge le case. In estate l’odore dei tigli in fiore – mieloso e soave – mi riporta all’attesa dell’ozio estivo dopo lo studio. L’autunno, invece, è il muschio.

Gli odori di Parma esplodono anche nelle vie, nei borghi acciottolati e portano con sé storia e cultura. Arrivano dalle antiche botteghe che sanno di legno, vernici e colla e dalle trattorie dove la buona cucina di casa fa rima con soffritto. E poi l’aroma caldo e rotondo che esce dai caffè e dalle torrefazioni: scalda il cuore”.

Le soste olfattive

 

L’Orto Botanico – È un mondo spettinato e dimenticato. Profuma di erbe aromatiche, resine e rose in primavera. L’Orto Botanico ospita l’Arboreto e le serre monumentali.

L’antica Farmacia San Filippo Neri – Un luogo antico dove un tempo i maestri speziali preparavano unguenti e farmaci: all’antica Farmacia San Filippo Neri ci sono ricettari del 1700, alambicchi e pozioni.

Parma Color violaParma Color Viola è il negozio dove acquistare il profumo al fiore color malva diventato leggenda. Una fragranza che accompagna Parma fin dai tempi di Maria Luigia. I primi flaconi di Violetta di Parma, prodotti grazie all’abilità alchemica dei frati, erano destinati solo alla Duchessa Maria Luigia. Fu da questi stessi frati che alla fine del 1800 Ludovico Borsari riuscì a ottenere la formula segreta e a ricreare il profumo.

Questo post è stato pubblicato da Parma Eventi 2

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