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sabato, Dicembre 10, 2022

Peste Suina, Foti (FdI) “Proteggere produzione ed export italiani”

“La diffusione della Peste Suina Africana rappresenta un fatto grave, sia sotto il profilo dell’entità del contagio che colpisce cinghiali e maiali, sia per le già evidenti conseguenze per l’export di carni e prodotti italiani”. Lo denuncia Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d’Italia, in una dettagliata interrogazione al Governo. “Allo stato attuale – evidenzia – sono già ben 114 i comuni italiani ricompresi nella “zona infetta”. Occorre fare fronte immediatamente all’emergenza, con la consapevolezza tuttavia che questa è frutto della mancata azione di prevenzione e contenimento dei cinghiali, spintisi ormai all’interno di città e campagne”.

Per il deputato di Fratelli d’Italia “già ora chiudono o si apprestano a chiudere le porte e ad applicare restrizioni alle nostre carni e prodotti Stati quali la Cina, il Giappone, la Corea del Sud, il Kuwait e la Svizzera. Un dato pesantissimo per un Paese, l’Italia, forte di un patrimonio suinicolo di circa 8,5milioni di capi, con una produzione interna di carne suina di 1,4milioni di tonnellate”. “E’ del tutto inaccettabile – rimarca Foti – che diversi paesi importatori non riconoscano la regionalizzazione per la peste suina, considerando nel medesimo modo anche la produzione che proviene da aree non interessate dalla proliferazione della malattia, quali ad esempio quella emiliana. E ciò anche per il fatto che la filiera agro-alimentare italiana rappresenta un vanto per l’economia nazionale, apprezzata in tutto il mondo per la serietà delle misure da sempre adottate a garanzia di salubrità della produzione nazionale. Non è quindi pensabile rischiare possibili mancate esportazioni, stimabili in almeno 20milioni di euro per ogni mese di sospensione, cagionate dalla peste suina”.

Foti non fa sconti al Governo: “Seppure nel Piano di Gestione del Cinghiale e della Peste Suina Africana dell’aprile 2021 fosse ribadita forte e chiara la necessità di una attività faunistico-venatoria orientata alla riduzione della densità dei cinghiali, è di tutta evidenza come le misure messe in campo si sono rivelate del tutto insufficienti”. “Occorrono – è l’accorato appello di Foti al Governo – immediate iniziative per la gestione del cinghiale, certamente per la salvaguardia della produzione suinicola nazionale e del relativo export, ma anche per la tutela della specie stessa, la quale rischia di essere vittima di una pandemia diffusa ed incontrollata”. (nota stampa)

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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