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giovedì, Luglio 29, 2021

Piacenza città per i giovani (5), ma non per i bambini (80): le classifiche per età del “Sole”

“Piacenza non è una città per giovani!” Quante volte in questi anni abbiamo sentito questa frase. Una considerazione parzialmente smentita dall’ultima indagine realizzata da “Il Sole 24 Ore”, in cui attraverso l’incrocio di alcuni specifici parametri di tipo socio-economico sono state realizzate tre classifiche “generazionali” sulla qualità della vita in Italia per bambini, giovani (18-35) e anziani (over 65). A vincere sono state, rispettivamente, Cagliari, Ravenna e Trento.

Piacenza si mette in evidenza in particolare nella graduatoria relativa alla qualità di vita dei ragazzi tra i 18 e i 35 anni, dove si colloca al quinto posto, dietro Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Vercelli. Risultati nettamente peggiori arrivano quando si scorre la classifica relativa agli anziani – Piacenza è 46esima – e, soprattutto, ai bambini, dove la nostra città si posiziona in 80esima posizione. I risultati presentati – per ogni classifica sono stati incrociati 12 parametri – vanno ovviamente contestualizzati in relazione alla struttura demografica di ogni singola città. Per questo il quotidiano economico nella sua analisi ha voluto evidenziare anche l’incidenza sulla popolazione residente (totale residenti=100) di bambini, giovani e anziani, analizzata nella sua variazione dal 2016 al 2021.

Così facendo, l’alto punteggio nella qualità di vita dei giovani, come a Piacenza, può assumere ulteriori risvolti e riflessioni in considerazione del fatto che questi stessi giovani rappresentano una fetta di popolazione più piccola rispetto agli anziani, anche se con un trend in lieve inversione. Nel 2021, l’incidenza di questi ultimi è del 25% (-0,5% rispetto a 5 anni fa); mentre quella dei giovani del 17,9 (+1,2%).  L’incidenza dei bambini invece è solo dell’8,8 (-6,9%).

LA SITUAZIONE A LIVELLO NAZIONALE –  “Mentre si conferma il ritardo generale del Mezzogiorno che nelle tre graduatorie popola quasi sempre il fondo (solo le province sarde sembrano smarcarsi per i bambini), è confrontando i singoli primati che si scoprono le curiosità più interessanti – rileva “Il Sole 24 Ore” -. Basta fare alcuni esempi sulle tre province capofila. Cagliari, ad esempio, primeggia per numero di pediatri attivi e offre uno dei rapporti migliori tra retta dell’asilo nido e reddito medio dichiarato, offrendo il posto al 27% dei bambini da 0 a 3 anni. Ma scende al 71° posto (sul totale delle 107 province) per qualità della vita dei giovani e al 25° per gli anziani. Nella provincia però i residenti sotto i 10 anni sono diminuiti del 14% negli ultimi cinque anni, mentre è cresciuta (+11%) la popolazione anziana. Ravenna e Trento, invece, sembrano unire diverse generazioni: entrambe, oltre ad essere le più attrattive per i giovani e per gli anziani, si piazzano nelle top ten anche delle altre due categorie. E negli ultimi cinque anni, in queste due province, la popolazione giovane, tra i 18 e i 35 anni, risulta in crescita, seppur lieve”.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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