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lunedì, Novembre 29, 2021

“Pug in Alta val Trebbia, ad oggi nessun confronto con la popolazione”

Nota stampa dell’Associazione Terme e val trebbia

“Fra pochissimo tempo grazie alla regione Emilia Romagna avremo una banda ultra larga. Mi hanno assicurato che entro il 2022 raggiungerà la maggior parte delle abitazione del comune…Cerignale ringrazia…” Chi accede a FB può leggere il resto, i ringraziamenti e la commozione del sindaco di Cerignale sulla sua pagina FB.
Avere in tutte le frazioni di un comune di montagna una connessione affidabile è un bisogno tra i primi 3-4 ( servizi, trasporti, lavoro) irrinunciabili per chi ci abita o vorrebbe abitarci. Ma questo primo passo contro lo spopolamento è una buona notizia che vale solo per il comune di Cerignale ?
Lo scorso gennaio i sindaci dell’Alta val Trebbia hanno approvato nei rispettivi consigli comunali il passaggio al Piano Urbanistico Generale, un piano unico che dovrà ridefinire il territorio da Coli ad Ottone, al posto dei vecchi singoli piani regolatori.
Uno strumento che l’Unione si è dato per superare la frammentazione amministrativa, concordare le linee guida di sviluppo della valle, unire le forze su turismo, gestione del territorio, opere strategiche, viabilità. Cerignale avrà la banda larga: a che punto sta questo risultato nella linea di superamento della frammentazione? Ognuno per sé e Dio per tutti?
Il Pug è finanziato dalla regione ed ha l’obiettivo di zero consumo di suolo (anche nel 2019-20 – Ispra – il consumo di suolo in Emilia Romagna non si è fermato: 425 ettari, siamo al 5° posto in Italia). Quindi nessun nuovo permesso per edilizia residenziale, solo per servizi o produttività. In questo quadro rientra l’annoso problema del terreno di San Martino .
All’Associazione Comitato Terme e val Trebbia il Pug interessa perché oltre al resto, dovrà definire la destinazione d’uso di San Martino, rimasta in sospeso. Come è rimasto in sospeso l’accertamento delle acque termali (manca il carotaggio finale) sotto quel terreno. Che ci siano evidenze di alte probabilità, che le acque termali possano qualificare l’ospedale di Bobbio come centro di cura, che siano le uniche sorgenti in tutta la provincia sembrano fatti insignificanti per l’Unione e il presidente Pasquali.
Dopo l’annuncio di adesione al Pug di gennaio, siamo a ottobre e non si sa se l’ equipe di tecnici a cui spetta la fase iniziale si sia insediata, con che tempi e con quale mandato.
Il Pug è un processo decisionale partecipato, ci ripetono che la popolazione dev’essere coinvolta ed è chiamata ad esprimersi. Se le parole hanno un senso, qui non si vede lo svolgersi del processo né la partecipazione. E chi ne chiede conto, come abbiamo fatto, non riceve risposte.
Se le parole hanno un senso, ci aspettiamo un confronto su cosa si intenda per sviluppo della valle. Che uso delle risorse, acqua termale compresa. Come recuperare il patrimonio abitativo esistente. Su quale sanità territoriale possiamo contare. Turismo? Quello di massa c’è già, non è sostenibile e arricchisce pochi . Mancano le premesse per quello di qualità. L’emergenza clima è adesso: sarà un Pug che tiene conto della sostenibilità nei fatti?
Su questi interrogativi l’Associazione Comitato Terme e val Trebbia ritiene importante dar seguito alla discussione, avviata nell’incontro dello scorso 23 luglio, proponendo il video “ Che val Trebbia avremo ”. In attesa che l’Unione risponda, apra il confronto promesso con associazioni e popolazione. Oppure dobbiamo aspettarci un incontro a lavori finiti, quando i giochi sono già fatti e la popolazione sarà messa davanti ad un Piano già confezionato ?

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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