Roccascalegna e le altre mete de Il nome della Rosa

ROCCASCALEGNA – L’affascinante borgo di Roccascalegna, in Abruzzo, dominato dal castello a picco sullo spuntone di roccia è il grande protagonista silenzioso della grande fiction Rai Il nome della Rosa. Ma non è il solo: assieme a lui anche il borgo di Bevagna e la bellissima piazza IV Novembre, a Perugia.

“Il nome della Rosa”, cha ha coinvolto più di 300 attori, 3000 comparse e una troupe di 200 persone per una durata complessiva di 24 settimane di riprese, oltre ad aver attraversato alcune tra le più belle regioni italiane, è nata anche tra le quinte di Cinecittà.

L’INTERVISTA AL PROTAGONISTA TURTURRO di Nicoletta Tamberlich

 John Turturro non aveva mai letto il best seller mondiale di Umberto Eco ‘Il nome della Rosa’ o visto il film del 1986 quando fu contattato per prendere parte a un nuovo adattamento televisivo, in onda su Rai1 dal 4 marzo, 8 puntate suddivise in quattro prime serate tv. Dopo aver letto il romanzo, l’attore statunitense ha accettato di firmare ma chiedendo ai produttori e al regista di rimanere fedeli il più possibile al romanzo: “Ho letto il libro e l’ho adorato. Ho iniziato a scrivere al regista Giacomo Battiato”. A più di trent’anni dal film con Sean Connery, il romanzo di Eco (Bompiani) che ha avuto un trionfo planetario, con 55 milioni di copie vendute in tutto il mondo ritorna in una serie evento su Rai1, sotto il benestare della famiglia Eco: lo scrittore aveva letto la prima stesura della sceneggiatura di Andrea Porporati, questa volta è stato scelto Turturro attore anticonformista e sottile, intelligente e raffinato che ha regalato il suo spirito al personaggio di Guglielmo di Baskerville, un Guglielmo molto aderente alla scrittura di Eco. Guglielmo è il monaco francescano inglese  che viene scelto per mediare la Disputa nell’incontro tra la delegazione di Papa Giovanni XXII e quella dei dotti francescani che sono accusati di voler destituire il potere temporale della Chiesa.

Tv: Turturro, Il nome della Rosa e Eco attuali

“Sono molto felice – ha spiegato nel corso della presentazione della serie a Viale Mazzini – di essere qui, ringrazio Giacomo, il regista – per aver pensato a me per il ruolo di Baskerville. Lo ringrazio anche per aver notato che io sono inglese (l’attore è americano, nato a Ny figlio di genitori italiani immigrati ha doppio passaporto) ci voleva un regista italiano per scoprire la parte inglese di me. Poi ho letto il libro e l’ho trovato bellissimo. Ho scoperto un mondo straordinario. Il libro racconta un mondo che ha elementi estremamente attuali; è stata una grandissima esperienza. Sono rimasto commosso dalla riuscita e della grandiosità del progetto. Non ho mai visto il film con Connery anche per non farmi influenzare”. Turturro interpreta proprio Guglielmo da Baskerville, il monaco francescano che indaga su una serie di misteriosi omicidi in un monastero italiano del XIV secolo. Dotato di un’intelligenza e capacità di osservazione fuori dal comune, è in grado di leggere la realtà come un libro aperto affidandosi a un approccio scientifico e al proprio infallibile metodo deduttivo. Sebbene sia un uomo di fede del Medioevo, in contrasto col suo tempo, cerca sempre la spiegazione più logica e razionale, anche di fronte a quegli eventi che appaiono incontrovertibilmente frutto di forze soprannaturali. La sua fama lo precede e per questo l’Abate gli affida l’indagine sui delitti nell’abbazia. Per lui il messaggio cristiano è da vedersi alla luce della spiritualità, dell’amore, della carità, del rispetto e della comprensione. È tollerante nei confronti dei peccati del corpo, come la lussuria o il bere, e severo verso quelli che considera più gravi, come i delitti o la sopraffazione di un uomo sull’altro. Rupert Everett (assente alla presentazione a Roma) è lo spietato inquisitore Bernard Gui e Michael Emerson è l’abate. La stella nascente Damian Hardung il novizio Adso da Melk .  Nel cast Alessio Boni (Dolcino), Greta Scarano (nel doppio ruolo di Margherita e di sua figlia Anna, compagna e figlia di Dolcino), Fabrizio Bentivoglio (Remigio da Varagine), Stefano Fresi.Turturro ha trovato una risonanza moderna in questa storia medievale. “Ho pensato che fosse un libro molto importante, forse più in questo particolare momento rispetto a quando è uscito”, prosegue Turturro. “Guardi tutte le cose che stanno esplodendo dappertutto, gli uomini “forti” che sono al comando… tutti gli scandali l’oppressione delle donne da parte degli uomini – è tutto nel libro, tranne ovviamente la tecnologia di oggi.” Eco è morto nel 2016, ma suo figlio ha visitato il set, allestito in parte agli studi di Cinecittà a Roma e, nelle location dal vero, in Abruzzo e Umbria. Infine quale carattere ha sentito più affine di Gugliemo? “Nessuno. A me interessava il suo processo mentale, l’idea che la conoscenza, la cultura è una protezione verso il Potere”.

La serie sarà trasmessa in contemporanea in ultra hd su Rai4k, canale 210 della piattaforma Tivùsat

   

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