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giovedì, Dicembre 2, 2021

Speranza “Dal primo dicembre terza dose vaccino Covid per i 40-60enni”

“Per noi la terza dose è strategica per la prosecuzione del programma vaccinale. Con il confronto svolto nelle ultime ore con la nostra comunità scientifica, voglio annunciare al Parlamento che facciamo un ulteriore passo avanti: la scelta è quella di proseguire per fasce anagrafiche e dal primo dicembre nel nostro Paese sarà chiamato alla dose aggiuntiva anche chi ha tra i 40 e i 60 anni”. Lo ha detto il Ministro della Salute Roberto Speranza rispondendo al question time alla Camera. “Riteniamo – ha sottolineato – che la terza dose sia un tassello essenziale alla nostra strategia di contrasto al Covid; la mia personale opinione è che più il Paese riuscirà a rafforzarsi anche sulle terza dose, più saremo in grado di gestire una coda dell’autunno e un’inverno che, come si vede anche dai numeri che arrivano da altri Paesi, è ancora una sfida aperta e non semplice da gestire.

GREEN PASS – “Secondo quanto prevede la normativa vigente, la durata per i soggetti guariti è di 6 mesi e per i vaccinati e di 12 mesi – ha spiegato Speranza -. Il governo intende avviare un percorso di approfondimento con gli organi tecnico scientifici competenti per acclarare se, alla luce degli studi più recenti, vi siano le condizioni per valutare diversamente il certificato verde rilasciato ai guariti. Le evidenze disponibili suggeriscono che il rischio di reinfezione può essere considerato basso se la successiva esposizione a variante si verifica entro 3-6 mesi dalla diagnosi iniziale”. “Il Cts – ha aggiunto – ha rappresentato che la valutazione in merito all’estensione del green pass fino a 12 mesi potrà essere rivista in futuro se emergeranno nuovi dati o studi. Ogni settimana l’Istituto Superiore di Sanità presenta un rapporto sull’efficacia dei vaccini e i dati consentono di aggiornare le indicazioni. Già da settembre sono stati osservati i primi segnali di perdita di efficacia per alcune categorie, a partire da immunodepressi, anziani, ospiti delle Rasa, per cui è stata raccomandata una dose aggiuntiva”.

Per quanto riguarda la non validità del Green pass per chi sia stato accertato come caso positivo, Speranza ha spiegato che “il governo ha ritenuto opportuno prevedere per le strutture e i professionisti sanitari la possibilità di segnalare alla piattaforma nazionale la revoca dei certificati verdi precedentemente rilasciati per il periodo della malattia. Tale funzionalità è in fase di sviluppo, sia perche si è ancora in attesa delle regole europee per la creazione degli elenchi di revoca dei certificati, sia perchè, per non creare un ulteriore onere ai medici, è in corso di approfondimento con le regioni la possibilità di prevedere una doppia opzione di revoca: con segnalazione del medico o attraverso il flusso dei tamponi molecolari positivi”. “Resta comunque evidente – ha concluso Speranza – che chi è stato identificato come caso positivo è sempre soggetto all’obbligo di legge dell’isolamento fiduciario e deve essere esclusa a rigore la pssibilità di utilizzo del Green pass in una condizione in cui il titolare può essere causa di possibile contagio”.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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