4.8 C
Parma
giovedì, Dicembre 2, 2021

“Tante sofferenze e conquiste, ci aspetta un’altra ricostruzione: quella post covid”

Tra memoria e futuro, la Camera del Lavoro di Piacenza compie 130 anni. A Palazzo Gotico si è tenuto il momento clou di celebrazioni dedicate a questa ricorrenza, con la partecipazione del segretario nazionale Maurizio Landini. Un evento molto partecipato  – tra gli ospiti i parlamentari Paola De Micheli e Pier Luigi Bersani – che ha visto la presentazione di una mostra e di un catalogo che ricostruiscono una fase importante della nostra storia con la collaborazione di Isrec. A Landini è stata donata una foto incorniciata con l’allora segretario della Cgil Di Vittorio che nel 1955 posa la prima pietra della nuova sede della Camera del Lavoro (nella foto sopra).

Dopo i saluti del sindaco Patrizia Barbieri e del prefetto Daniela Lupo, è stato il segretario provinciale Gianluca Zilocchi a fare gli onori di casa. “Il fatto di essere qui così tanti – ha esordito – dimostra che la Camera del Lavoro è patrimonio di tutta la città e la casa di tutti i lavoratori. Chi attacca la Cgil, attacca il paese e la democrazia. Giù le mani dalla nostre sedi, da tutte le Camere del lavoro, vogliamo lo scioglimento di questi movimenti, che si trovano anche qui a Piacenza a pochi passi da noi. Presentiamo oggi un progetto che vogliamo far durare negli anni, portare avanti e tenerne memoria. La nostra storia è fatta di tante sofferenze e di tante conquiste, tra le tante ricostruzioni ce aspetta un’altra: quella post covid. Noi vogliamo un paese più giusto, con meno discriminazioni. Abbiamo bisogno di un cambiamento vero, al centro ci deve essere il lavoro. Piacenza ha nuove opportunità: il nuovo ospedale, la nuova facoltà di medicina. Abbiamo bisogno di rilanciare la manifattura, controllare la logistica e il sistema degli appalti. È il nostro ruolo è quello di essere riconosciuto come un soggetto politico che si siede al tavolo e ridisegna il futuro del Paese”.

Proprio questo aspetto viene rivendicato anche dal segretario nazionale Landini. Lo si è visto con il tema pensioni e non solo. “Ci incontremo con Cisl e Uil, per decidere come portare a casa dei risultati all’interno di questa manovra che è importante non solo per la sua portata, ma anche per il momento storico che stiamo attraversando. Il coinvolgimento del sindacato da parte del Governo non può limitarsi al convocarci due giorni prima (rispetto al consiglio dei ministri, ndr), per informarci di quello che ha intenzione di fare. Rivendichiamo di avere delle proposte, vogliamo poter dare una mano a risolvere i problemi. Il Governo è disponibile a trovare delle soluzioni con il sindacato?”. Nuove soluzioni che consentano di dare maggiori diritti ai giovani, da trovare in tempi brevi, per ridurre la precarietà e dare una risposta al malessere diffuso che è emerso durante la pandemia, con un aumento della povertà, attraverso la riduzione del carico fiscale. “Se c’è una ripresa – ha detto -, questo va riconosciuto ai lavoratori e ai pensionati, o no?”.

“Tutti gli investimenti che si stanno mettendo in campo, creano lavoro? Rischiamo di avere una crescita senza che questa determini lavoro – la riflessione di Landini -. Il tema è quale e quanto lavoro stiamo creando. Meno dell’uno per cento dei contratti a termine attivati hanno durata superiore ad un anno, sono tutti contratti di pochi mesi. Stiamo creando posti di lavoro precari, che non danno soluzioni alle persone. Dobbiamo cambiare quelle leggi sbagliate che hanno prodotto livelli di precarietà nel nostro Paese senza precedenti, pensare a forme di lavoro che siano stabili. Un sistema contributivo se non è fondato su lavoro stabile e salari dignitosi determinerà dei poveri quando i lavoratori andranno in pensione: questo è un tema che va affrontato adesso, non rinviato. Stiamo proponendo anche di introdurre una “pensione di garanzia” per i giovani e per coloro che hanno lavori precari: non possiamo aspettare quindici anni per affrontare questo tema”. 

Venendo invece all’assalto alla sede del sindacato a Roma, per Landini è importante capire perché sia avvenuta una cosa tanto grave. “E’ stato un attacco al lavoro che aveva un doppio obiettivo, da una parte quello di dividere le organizzazioni sindacali, dall’altro dire ad una società, dove il malessere esiste, “il sindacato non vi rappresenta più”. Un fenomeno che non riguarda solo l’Italia, ma anche il resto dell’Europa. E proprio per questo non va sottovalutato il disagio che c’è: bisogna essere in grado – dice – di non lasciare solo nessuno. Occorre dare un messaggio di forza, lo Stato deve essere forte e far rispettare le leggi. Se esistono movimenti fascisti e violenti, questi vanno sciolti. Si deve imparare dalla storia. Le Camere del Lavoro nascono per rappresentare tutti i bisogni sociali, si vogliono battere per cambiare la società”.

Tra gli ospiti anche il parlamentare piacentino Pierluigi Bersani: “In Italia – ha affermato – abbiamo una sola materia prima, che si chiama qualità del lavoro. Mi sa che stiamo mollando questo concetto, con un indebolimento del lavoro, una precarizzazione, un proliferare di contratti pirata. Se buttiamo via la nostra materia prima non andiamo da nessuna parte, penso che chi si occupa di fatti produttivi debba saperlo bene”. Per Bersani “bisogna riprendere il filo dell’autonomia del lavoro, della sua dignità, della sua soggettività. Prima di tutto serve una legge sulla rappresentanza e sulla contrattazione che superi questa pletora vergognosa di pseudocontratti; servono poi ammortizzatori generali unificati per tutti, parità salariale uomo-donna, formazione obbligatoria in tutti i contratti di lavoro. Se delle ultime 600mila assunzioni l’80% sono precari, il sistema su quali gambe cammina? Spero che anche l’establishment di questo Paese se ne renda conto”.

IL VIDEO DELLA CERIMONIA IN STREAMING

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Latest article