È stupore per gli occhi e per l’anima il Teatro Municipale di Piacenza, che Stendhal definì il più bel teatro d’Italia e che il 20 e il 21 apre eccezionalmente per Teatri Aperti. Raffinato, con la sua struttura all’avanguardia, fu il primo, nel 1895, ad essere interamente illuminato da lampade a energia elettrica. La sua sala a forma di tre quarti d’ellisse fu un’innovazione nell’Ottocento, grazie all’opera di Lotario Tomba che rivoluzionò i principi della canonica architettura teatrale europea.
A seguire, negli stessi giorni, si potranno ammirare gli affreschi nella Sala dei Teatini, un tempo chiesa di San Vincenzo, appartenuta, appunto, all’Ordine dei Teatini. Affreschi che per anni sono stati inaccessibili
e poi recuperati come le opere lignee e della facciata grazie ad una grande opera di restauro. Oggi moderno auditorium, all’avanguardia per soluzioni tecniche ed acustica, è stato scelto come sala prove dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal Maestro Riccardo Muti, che a Piacenza ha sede.

In un vicolo tra via Castello e via Taverna, rivela nella propria architettura le origini sacre di tempietto protoromanico il Teatro San Matteo, visitabile il 20 e 21 maggio. Dopo la trasformazione in chiesa dell’ospizio di San Matteo, nel Novecento, l’attuale teatro fu adibito a sala cinematografica intitolata al
maestro Verdi, che ospitava non solo avanspettacolo, ma anche un più impegnativo repertorio di prosa. Quali segreti verranno fuori dalle sue quinte?
Il 21 maggio, a Piacenza, si può visitare anche il Teatro dei Filodrammatici, edificio storico della città, costruito nel Cinquecento, quando le monache cistercensi ne fecero una chiesa a pianta basilicale con una sola navata coperta da una volta a botte. Di fianco alla chiesa fu realizzato il convento per le monache attualmente trasformato in sede del Conservatorio e dedicato al musicista piacentino Giuseppe Nicolini. Durante il governo di Maria Luigia d’Austria, la struttura fu destinata ad usi militari, in seguito a scuola di musica, poi divenne una tipografia. Solo nel Novecento, fu convertita in teatro, con l’inserimento di una platea con loggiato, un ampio palcoscenico e la facciata in stile liberty.
Allontanandosi dalla città Piacenza, fino a Pontenure, il 14 maggio si scopre il Teatro Serra di Parco Raggio, teatrino bomboniera con palcoscenico in muratura e decorazioni floreali che si trova accanto alla dimora denominata “Villa Fortunata”. Spettacolare è la modanatura curvilinea che separa le due aree di copertura: in ferro la platea, in tegole il palcoscenico.
A Castel San Giovanni c’è un altro gioiello, che si può visitare il 20 maggio: il Teatro Verdi con il suo bellissimo foyer con le antiche volte a crociera e la sala riadattata all’aspetto della chiesa originaria. Fu inaugurato nel 1823 e vide nel 1841 il debutto di Anna Maria “Marietta” Baderna, stella della danza famosa in tutto il mondo.

Considerato tra i più piccoli al mondo, il Teatrino del Castello di Vigoleno fu realizzato per volontà della principessa Maria Ruspoli di Gramont (proprietaria del maniero tra il 1922 e il 1934) dall’artista russo Alexandre Jacovlef che decorò le pareti della sala con tinte vivaci e disegni esotici rappresentando animali, maschere, figure danzanti dalla connotazione simbolica, musici e dame in abiti settecenteschi, tra cui ritrasse la stessa principessa e una fitta vegetazione con tralci. Al centro della scena una rappresentazione stilizzata del borgo medioevale riconduce al realismo magico di Gino Severini. Si può visitare in tutte le giornate di Teatri Aperti. Inoltre, il 20 e 21 maggio, il borgo di Vigoleno ospita anche Vinoleno, il festival del vin santo dei Colli Piacentini.
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