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giovedì, Dicembre 2, 2021

Testa e cuore

Pensavo di assistere a un funerale, invece mi sono trovata nel mezzo di un regolamento di conti. Di un processo all’intero centrosinistra di Piacenza. Il ricordo di Francesco Cacciatore, affidato all’avvocato Paolo Fiori, che fu il suo capogruppo al debutto in consiglio comunale con il Pds, nel 1994, è virato presto su questi toni. Era indubbiamente necessario rievocare tutto il percorso politico di Cacciatore, i torti – questa la parola utilizzata – subiti durante la sua attività amministrativa. Questo per dovere di verità davanti alle tante parole usate in questi giorni, con un’ipocrisia a tratti nauseante.

Detto questo, Francesco Cacciatore sapeva meglio di tutti noi che la politica è così. Quando ti metti in gioco, o vinci o perdi. Questo capita non solo durante le elezioni, ma durante tutti i momenti di democrazia interna a un partito. La differenza la fai per come vinci e per come perdi. Come fece Cacciatore, stringendo la mano al tuo avversario, Paolo Dosi, uscito vincitore alle primarie del 2012. Alla sua indubbiamente discutibile cacciata dalla giunta, nel 2014, non sono seguiti anni di rancore e recrminazioni. Francesco Cacciatore si è invece messo ancora al servizio della città, con nuove proposte politiche. Lo ha fatto fino all’ultimo, partecipando con passione – nonostante la malattia – agli incontri di Alternativa per Piacenza. Lavorando per costruire una città diversa nel 2022, con infinita e preziosa generosità.

Ed è forse così che andrebbe ricordato. Citando il suo claim delle primarie 2012, con più testa e cuore.

Questo post è stato pubblicato da Piacenza Sera

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