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venerdì, Ottobre 7, 2022

“Un’invincibile estate”: Fotografia Europea 2022 a Reggio Emilia

Innanzitutto, se riuscite, prendetevi più di una giornata per assaporare ogni sfumatura, tra dieci sedi espositive e oltre venti mostre, talk, attività per famiglie, workshop, visite guidate e molto altro, senza contare le proposte del CIRCUITO OFF.

Vi forniamo qualche indizio per muovervi tra le immagini in quel di Reggio Emilia, ma scoprire tutto il Festival e le sue proposte, creando itinerari possibili e unici per ciascun visitatore, questo tocca a voi. Portate fotocamera o smartphone, per non perdere spunti creativi.

Punto di partenza e fulcro del festival sono i Chiostri di San Pietro, con la mostra storica dedicata a Mary Ellen Mark (Mary Ellen Mark: The Lives of Women, a cura di Anne Morin), che ha realizzato profondi saggi fotografici che indagano la realtà delle persone, soprattutto donne, in situazioni complesse, abbracciandone l’umanità e fornendo loro una voce significativa.

Mary Ellen Mark Girl Jumping over a Wall, Central Park, Manhattan, New York, USA, 1967 © 1963- 2013 Mary Ellen Mark / Howard Greenberg Gallery, NY
Mary Ellen Mark Girl Jumping over a Wall, Central Park, Manhattan, New York, USA, 1967 © 1963- 2013 Mary Ellen Mark / Howard Greenberg Gallery, NY

Qui si trovano anche le mostre di Nicola Lo Calzo, con Binidittu, riflessione sulla condizione delle persone migranti attraverso la figura di San Benedetto il Moro, primo santo nero della storia moderna, e di Hoda Afshar, che in Speak The Wind svela l’Iran, fotografando il vento, tradizioni e credenze, creando una registrazione visibile dell’invisibile.

E quelle di Carmen Winant, Fire on World, e del giapponese Seiichi Furuya che in First trip to Bologna 1978 /Last trip to Venice 1985 racconta il primo e l’ultimo viaggio fatti insieme a sua moglie Christine Gössler. Seguono i progetti di Ken Grant (Benny Profane) e di Guanyu Xu che in Temporarily Censored Home trasforma lo spazio domestico e conservatore della sua infanzia in scena di rivelazione queer.

Chloé Jafé con I give you my life racconta la storia delle donne della Yakuza (la mafia giapponese), mentre Jonas Bendiksen, con The Book of Veles dimostra che la disinformazione visiva confonde anche i professionisti dei media. Infine, Alexis Cordesse che in Talashi racconta la guerra civile siriana attraverso le fotografie personali scattate da chi vive in esilio.

Jonas Bendiksen The Book of Veles, 2021 © Jonas Bendiksen | Magnum Photos
Jonas Bendiksen The Book of Veles, 2021 © Jonas Bendiksen | Magnum Photos

Tappa successiva: Palazzo da Mosto con Doorway, di Jitka Hanzlová. Invitata da Fotografia Europea, la fotografa ceca racconta le forze di resilienza degli adolescenti, colti in un momento di passaggio, a metà tra passato e futuro (la soglia del titolo). Galleria Santa Maria ospita, invece, i progetti dei vincitori della Open Call di questa edizione: Simona Ghizzoni, Gloria Oyarzabal e Maxime Riché.

Jitka Hanzlová Doorway, @ Jitka Hanzlová
Jitka Hanzlová Doorway, @ Jitka Hanzlová

Questo post è stato pubblicato da Travel Emilia

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